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Rosignano Marittimo




Rosignano Marittimo ha una frazione, ossia Castiglioncello, divenuta celebre per le riprese de Il Sorpasso (1962), diretto da Dino Risi e primo road-movie all’italiana. I due protagonisti – il pimpante Bruno (Vittorio Gassman) e il timido Roberto (Jean-Louis Trintignant) incontrato per caso,  guarda qui:

si muovono a caso per una parte d'Italia, viaggiando sulla potente Lancia Aurelia B24 guidata spericolatamente da Bruno fino al tragico epilogo. Il sorpasso è uno dei film più rappresentativi dell'Italia del benessere e del miracolo economico di quegli anni ed è considerato il capolavoro di Risi, e non solo in Italia: lo stesso Dennis Hopper si ispirò a questo film quando diresse il cult movie Easy Rider, qui uno spezzone:

Non solo, Hopper copiò in parte pure il titolo, visto che il film negli Stati Uniti il film italiano uscì non come Il sorpasso ma come The Easy Life. C'è da dire che quest'ultimo film si svolge in motocicletta sulle strade texane mentre  ne Il sorpasso i protagonisti sono a bordo di un'auto sull'Aurelia, la strada che ricalca quella consolare  dell'antica Roma e che oggi arriva fino in Francia. Una strada che mentre scorre cambia volto e identità: dentro le città è una grande arteria, appena fuori, una normale statale, con qualche curva di troppo, tra campi di cocomeri e castelli. Poi, si comincia a passare in mezzo ai paesi, ed è lì che il mare si avvicina. L’Aurelia diventa una strada costiera, con l’azzurro a pochi metri, così vicino che si potrebbe quasi toccare.
Nel 1963 Il sorpasso vinse il Nastro d'Argento e il David di Donatello, ambedue assegnati a Vittorio Gassman come Migliore attore protagonista, e negli anni divenne un osannato cult movie ma sarà bene chiarire che appena uscito nelle sale in genere non piacque affatto, tanto che Dino Risi raccontò che alla prima c'erano solo cinquanta persone. Gli stessi addetti ai lavori non furono concordemente unanimi, per esempio Leandro Castellani  sulla Rivista del Cinematografo scrisse, "Il sorpasso è un film ben narrato, pieno di notazioni acute e vivaci, ma invaso da un Vittorio Gassman eccessivo come sempre". Però Gassman ricevette i premi citati sopra proprio per l'interpretazione, a conferma che i giudizi dei critici lasciano spesso il tempo che trovano. Il successo arrivò lentamente, prendendo sempre più sostanza, fino a totalizzare l'eccezionale incasso, per quei tempi, di ben due miliardi di lire a fronte dei 300 milioni spesi. La consacrazione del film parte dagli anni '80. Si consideri che per il suo pur fondamentale apporto il regista Dino Risi venne premiato con  il Leone d'Oro alla carriera al Festival del Cinema di Venezia solo nel 2002, in occasione del quarantesimo anniversario dell'uscita del film.
Nel film la Lancia Spider (in realtà ne furono usate due) divora l’asfalto arroventato dal Ferragosto torrido, partendo da Roma e trovando il suo tragico destino a Livorno. Alla guida, Bruno, interpretato appunto da Gassman. Da notare che il soggetto era stato scritto originariamente pensando ad Alberto Sordi, il quale però non poté essere l'interprete di questa produzione Mario Cecchi Gori poiché sotto contratto in esclusiva con il concorrente Dino De Laurentiis. Bruno morde la vita, con la velocità che gli riempie il cuore e il viso. E’ aggressivo, spavaldo, invadente. Il rischio lo accompagna in ogni gesto, in ogni curva, in ogni sorpasso. Accanto a lui Roberto (Jean- Louis Trintignant), timido ed educato studente di legge, che si lascia trascinare in un vortice di avventure fatte di euforia e brivido, tratteggiando magistralmente un amaro quadro degli anni del boom economico italiano. Quarantotto ore sempre al limite, da Roma alla costa tirrenica, in una folle corsa che cambierà la vita di entrambi. A Roberto a dire il vero la cambia ma per poco, perchè muore appunto durante un sorpasso. A dire il vero il produttore del film, Cecchi Gori, non gradiva un finale così tragico e lo stesso Risi in un’intervista raccontò che gli propose, in caso di pioggia, di spostarsi a Roma per l’ultimo giorno di riprese. Gori sperava pertanto nella pioggia, ritenendo che con questo cambiamento la scena avrebbe mostrato un incidente cittadino e quindi non letale. Il finale sarebbe così risultato meno negativo. Ma a prescindere dal fatto che anche in una città come Roma è possibile fare un incidente e ammazzarsi o ammazzare qualcuno – basta andare veloce ed essere incoscienti come il personaggio interpretato da Gassman –, la pioggia non cadde, la scena conclusiva fu girata lì e il finale è quello che sappiamo. Una curiosità: Risi girò le prime scene con una controfigura e non aveva ancora assegnato la parte di Roberto. La diede poi a Jean-Louis Trintignant, per lui uno sconosciuto, solo perché somigliava alla controfigura e perché ovviamente incarnava bene il personaggio. L'attore francese si dimostrò da subito bravissimo.
Castiglioncello, dallo splendido mare, verdi pinete e spettacolari scogliere, un tempo era fattivamente dominato dal  castello detto Castiglione Modiglio (da cui Castiglioncello) e da una torre dei Medici, restaurata nel 2002 e visitabile. L'impulso turistico fu dato prima dal  mecenate Diego Martelli, il quale invitò sovente grandi pittori di quella che poi divenne la cosiddetta corrente dei Macchiaioli, e poi dal barone Fausto Lazzaro Patrone, il quale fra l'altro sul finire dell'Ottocento fece edificare il Castello Pasquini, in realtà una grande ma sontuosa villa in stile neomedievale oggi di proprietà. Alcune scene de Il sorpasso riguardarono la spiaggia, oggi in parte erosa dalle mareggiate poiché i frangiflutti sono stati realizzati tardivamente. Alcune riprese infatti furono fatte negli ancora esistenti Bagni Ausonia, in via Lungomare Vespucci, con annesso ristorante, nonché ai Bagni Lido e ai Bagni Miramare.

Vittorio Gassman sulla spiaggia di Castiglioncello


Le scene interne in loco – dove nel film abitano la figlia e la moglie di Bruno, interpretate da Luciana Angiolillo e Catherine Spaak – furono girate a Villa Ascoli, qui:

che fatte salve alcune modifiche estetiche oggi è pressoché identica ad allora. A proposito delle riprese, Vittorio Gassman raccontò: "Pochi film reggono oggi quanto Il Sorpasso, quale specchio di quell'Italia in cui tutto pareva facile ma nella quale già tintinnavano i campanelli d'allarme della crisi. Girammo in sei settimane, improvvisando in continuazione, divertendoci al gioco eccitante della disinvoltura senza riserve, ingurgitando succulente zuppe di pesce nei ristoranti della via Aurelia (...). Fu come un riuscito viaggio del Club Meditérranée, non è casuale che un film come Easy Rider si sia dichiaratamente ispirato all'atmosfera e all'architettura del Sorpasso".
Grande impulso a Castiglioncello fu dato anche da Suso Cecchi D'Amico, sceneggiatrice di fama mondiale premiata durante la sua lunga carriera con tre David di Donatello, sette Nastri d'argento e alla Mostra del cinema di Venezia con il Premio Pietro Bianchi e il Leone d'oro alla carriera. Basti citare alcuni della lunghissima lista di film da lei sceneggiati, da sola o insieme ad altri grandi suoi colleghi: Ladri di biciclette (1948, Vittorio De Sica), Le mura di Malapaga (1949, René Clément), Miracolo a Milano (1951,Vittorio De Sica), I soliti ignoti (1958, Mario Monicelli), I magliari (1959, Francesco Rosi ), Rocco e i suoi fratelli (1960, Luchino Visconti ), Il Gattopardo (1963, Luchino Visconti), Fratello sole sorella luna (1972, Franco Zeffirelli), Ludwig (1972, Luchino Visconti) e così via. Idem per la televisione, visto che fu sceneggiatrice, fra gli altri, anche di Le avventure di Pinocchio (1972, Luigi Comencini), Gesù di Nazareth (1977, Franco Zeffirelli) e Cuore (1984, Luigi Comencini). Suso Cecchi D'Amico aveva una villa a Castiglioncello, in cui  sovente si ritirava per scrivere con i colleghi – era normale collaborassero in diversi – e dove venivano in visita registi e attori famosi, alcuni dei quali acquistarono ville in loco, tanto che era normale incontrare in giro per le strade e nei ristoranti personaggi famosi. Di sicuro Rosignano Marittimo deve moltissimo al cinema e difatti l'amministrazione comunale lo sa benissimo e con grande efficienza ha dato vita a una propria Film Commission. Certo, allora avere una Susi D'Amico in paese era come avere un ministro plenipotenziario (di quelli seri e onesti, però) permanentemente lì, con tutto ciò che ne deriverebbe in termini di visibilità e contatti.

Burt Lancaster, Luchino Visconti e Suso Cecchi D'Amico (1963)


Castiglioncello, in particolare Villa La Prora, fu location del biografico Enrico Caruso, leggenda di una voce (1952), qui uno spezzone:

diretto da Giacomo Gentilomo e interpretato da Ermanno Randi (doppiato nel canto da Mario Del Monaco) e Gina Lollobrigida. Il grande tenore napoletano con il Livornese c'entra, visto che prima di divenire famoso ricevette la proposta dal direttore d'orchestra Vincenzo Lombardi di accompagnarlo nella stagione estiva a Livorno. Proprio a Livorno conobbe il soprano Ada Botti Giachetti, con la quale ebbe una lunga relazione e due figli. Era il periodo a cavallo fra la fine dell'800 e l'inizio del '900, col progresso che avanzava, il telefono, l'illuminazione elettrica delle strade, l'automobile. Anzi, a proposito di automobile, la moglie di Caruso se ne scappò giusto con l'autista.
Facendo una carrellata sui film girati a Castiglioncello citiamo Desideri d'estate (1964) di Silvio Amadio e con Gabriele Ferzetti e Rosemarie Dexter, Il baco da seta (1974), film completo qui:

di Mario Sequi, il notevolissimo successo al botteghino Il domestico (1974), film completo qui:

di Luigi Filippo D'Amico con Lando Buzzanca, Enzo Cannavale, Femi Benussi, Luciano Salce, Arnoldo Foà, Enzo Cannavale e Erika Blanc, L'ultimo concerto (1996) di Francesco Laudadio e con Anna Bonaiuto, Daniel Ezralow, Claudia Pandolfi, Eros Pagni, Manuela Arcuri. Quest'ultimo film racconta di un divo del rock, innocente ma accusato di stupro di una fan, che salva la ghirba (professionalmente parlando) solo grazie alla cocciutaggine della sua avvocatessa e di un investigatore privato. Alcune scene ebbero come location il mitico Ciucheba di Mauro Donati, locale all'altezza dei famosi Bussola e Capannina e meta by night negli anni '70 e '80 di giovani artisti (allora) come Benigni, Abatantuono, Teocoli, Boldi, Calà, Smaila e tanti altri. Oggi è cessato e in abbandono. Altri film girati anche a Castiglioncello sono il forse discreto La balia (1999), qui il trailer:

di Marco Bellocchio; Tredici a tavola (2004), qui uno spezzone:

diretto da Enrico Oldoini; La prima cosa bella (2010), qui uno spezzone:

di Paolo Virzì – location a Villa La Scogliera e altre a Livorno – , grosso successo anche di pubblico, premiato fra gli altri con tre David di Donatello, quattro Nastri d'argento e candidato italiano all'Oscar 2011 per il Migliore film straniero.

Una scena di La prima cosa bella

Pure a Rosignano Solvay – la più popolosa frazione di Rosignano Marittimo, creata all'inizio del  '900 dopo la costruzione di uno stabilimento chimico della Solvay, seguita da case per i dipendenti, teatro, vasti e curati giardini e servizi pubblici – sono stati girati diversi film, alcuni con location anche a Castiglioncello: Escalation (1968) di Roberto Faenza e il bello e strappalacrime La bellissima estate (1974) diretto da Sergio Martino, interpretato da Alessandro Cocco, John Richardson, Senta Berger, Caterina Boratto, Lino Toffolo e con location Villa Godilonda. Lo strano nome di questa villa è presto spiegato: un tempo era di proprietà di Gabriele D'Annunzio, poeta ma anche sorta di satiro iperattivo che chiamò così la villa dopo una, si presume ottima, performance con una spasimante fra spiaggia e mare. Divenne poi albergo, infine cessato e abbandonato e finalmente, pare, acquistato da un privato. Altre location furono Villa Parisi e le Spiagge Bianche. Ulteriore film girato anche in loco è Viaggio con Anita (1978) diretto da Mario Monicelli e interpretato da Giancarlo Giannini, Goldie Hawn, Claudine Auger, Aurore Clément, Andréa Ferréol, Renzo Montagnani, Laura Betti. Poi fu la volta della piacevole commedia in tre episodi Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande (1982), qui uno spezzone:

di Sergio Martino, con Renato Pozzetto, Lino Banfi, Pippo Franco, Janet Agren, Pippo Santonastaso nonché Daniele Formica nella gustosa parte di Akim, mellifluo e sibillino segretario dello sceicco (George Hilton) che in cambio di un appalto preferisce passare una notte d'amore non con l'avvenente Francesca (Edwige Fenech) ma, ahi lui, con il marito Alberto (Pozzetto). Alcune scene furono girate alle Spiagge Bianche; nella frazione di Vada, sempre Pozzetto recitò in un doppio ruolo nella commedia È arrivato mio fratello (1985), qui uno spezzone:

diretta da Castellano e Pipolo. Vada, nota per il turismo balneare, è limitrofa alle Spiagge Bianche.
A Rosignano Solvay furono girate anche scene di Maschi contro femmine (2010) e Femmine contro maschi (2011) entrambi diretti da Fausto Brizzi, il poco visto I più grandi di tutti (2011) di Carlo Virzì e il piacevole – non per la troupe, almeno il primo giorno di lavoro, poiché il set fu subito danneggiato da una tromba d'aria – film tv Area paradiso (2012), esordio alla regia di Diego Abatantuono, insieme a Armando Trivellini. E' la storia dell'antagonismo fra due impianti di distribuzione di carburante troppo vicini. La direzione ha deciso di chiuderne uno e da allora si scatena una lotta non all'ultimo sangue ma "alla migliore efficienza". Il finto distributore fu costruito appositamente per il film sulla Strada regionale 206, vicino a un gigantesco uovo di cemento. Non per nulla quel punto viene chiamato L'Ovone e lo stesso finto distributore si chiama Ovo oil. Le Spiagge Bianche (con tanto di palme finte) furono scelte per rappresentare i candidi litorali americani in cui arriva il Cristoforo Colombo interpretato da Neri Marcorè nei fortunati spot dei cellulari della Tim. A questo punto vi domanderete, se già non le conoscete, cosa mai siano queste benedette Spiagge Bianche. Presto detto, sono il risultato degli scarichi nel corso degli anni passati della Solvay, soprattutto di carbonato di calcio, accumulatosi lì fino a formare quella vastità. Con tutto quel bianco ci si abbronza di sicuro e in fretta, tanto che la spiaggia è meta di moltissimi turisti.

 

Locandine dei film girati in questa location

Clicca per ingrandire le locandine

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