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Alghero

Alghero, cittadina in provincia di Sassari, è una suggestiva e vivace meta turistica grazie alle tante bellezze e non ultimo alla presenza dell'aeroporto. Come tutta la Sardegna fu soggetta a varie dominazioni, come quelle cartaginesi, romane e catalano-aragonesi, tanto che qui si sente parlare il sardo, l'italiano e pure il catalano. Il mare ovviamente fin dall'antichità è protagonista e, fra le tante mete, in traghetto si può ammirare Capo Caccia e le famose Coves de Neptú (Grotta di Nettuno), di origine carsica e lunghe circa 4 km, con spettacolari stalattiti, stalagmiti e un piccolo lago salato. Tuttavia della grotta sono visitabili – è solo se le condizioni meteo-marine lo permettono – solo alcune centinaia di metri. E' raggiungibile via mare con partenza dal porto di Alghero o dall'imbarco del molo della Dragunara a Porto Conte, oppure scendendo (e poi salendo!) una scalinata di ben 654 gradini chiamata in catalano Escala del Cabirol, ossia Scala del Capriolo, cosa che fa capire quanto sia ardua l'impresa. Alghero naturalmente non manca certo neppure di splendide spiagge, come quella di Maria Pia.

Spiaggia di Maria Pia

Via terra invece si possono raggiungere i siti archeologici, come il complesso nuragico di Palmavera e l'antico porto romano di Portus Ninpharus. Proprio la Grotta di Nettuno fu la location, per circa due mesi di lavorazione, de L'isola degli uomini pesce (1979) di Sergio Martino. Vi fu allestito un gigantesco set con tanto di piccola nave e attrezzature tipo i racconti di Giulio Verne. (Vedi qui uno spezzone:

Il film è ambientato su una misteriosa isola – parte del film fu girata in esterni ai Caraibi – dove il cattivo di turno ha costretto uno scienziato a creare degli uomini-pesce. A che servono? Per recuperare dall'oceano il tesoro del tempio del Dio Sole di Atlantide, sprofondato proprio lì sotto. Naturalmente arriva il solito terremoto che sconquassa tutto e i buoni, che sempre ci sono, vengono salvati dagli uomini-pesce i quali pertanto, benché simili nel raffazzonato costume in gomma a quello dell'essere invece decisamente aggressivo del celebre Il mostro della laguna nera (1954) di Jack Arnold e girato in Florida, si dimostrano dei paciocconi, pinnati e squamati sì, però sempre paciocconi. Di questo non era al corrente il gruppo di ignari turisti olandesi arrivato chissà come sul set durante le riprese e che, all'emergere degli uomini-pesce, se la dettero subito a gambe. Si spera che, da allora, si siano infine fermati e che qualcuno gli abbia spiegato che solo di film si trattava.

Grotta di Nettuno, backstage de L'isola degli uomini pesce (foto di Marco Busdraghi).

Capo Caccia è un promontorio roccioso che si affaccia sulla rada di Alghero e sull'isola Foradada, e insieme all'altro promontorio di Punta Giglio racchiude la baia di Porto Conte. Le scogliere di Capo Caccia – ricche di grotte come quella famosa di Nereo, ritenuta la più grande grotta marina sommersa del Mediterraneo – sono così suggestive che furono riprese (spacciandole per quelle inglesi), come altre sarde, per lo sceneggiato televisivo in cinque puntate A come Andromeda, diretto da Vittorio Cottafavi e che ruppe gli schemi degli sceneggiati andati in onda fino a quel periodo. La produzione di questa serie fu realizzata dalla Rai, che ne trasmise la prima puntata sul primo canale il 4 gennaio 1972. Le riprese iniziarono verso la metà di marzo del 1971 e furono effettuate negli studi di Milano per le scene in interni e principalmente sulla costa settentrionale della Sardegna per gli esterni. Altre riprese esterne di A come Andromeda riguardarono il Centro Piero Fanti della Telespazio nel Fucino, di cui una delle grandi antenne fu spacciata come il radiotelescopio della base inglese di Bouldershaw Fell. Nonostante le difficoltà in fase di realizzazione, A come Andromeda può dirsi riuscito e coinvolgente e il fatto che la produzione cerchi di far passare, riuscendoci pienamente, le location  sarde per paesaggi nordici rende ancora più piacevole la visione. La vicenda è in buona parte ambientata in una base a Thorness, località scozzese inventata di sana pianta visto che esiste solo Thorn, praticamente uno scoglio disabitato delle isole Firth of Clyde e che con A come Andromeda naturalmente non c'entra nulla. Esiste però Thorness Bay ma è sulla costa nord-occidentale dell'isola di Wight, nel canale della Manica, Mare del Nord. Abbiamo accennato a ciò perché non pochi spettatori italiani vedendo il bagno di due dei protagonisti nelle gelide acque nordiche (nella realtà invece sono quelle ben più calde sarde) rimangono dubbiosi. Chi mai entrerebbe lì? A peggiorare l'impressione negativa contribuisce il fatto che lo sceneggiato era in bianco e nero e pertanto tutto pare brumoso, umido e freddo. Comunque sia, per chiudere, il turismo balneare esiste anche lungo la costa belga, olandese, tedesca e danese, come pure in quella britannica e quindi in acque nordiche molto più fredde delle nostre e la gente il bagno lo fa lo stesso in quanto abituata o perché solo quello ha.

A come Andromeda non è un'idea italiana in quanto è un nostro adattamento dell'originale serie televisiva inglese in sette puntate A for Andromeda (1961), le cui copie sono andate quasi totalmente perse o distrutte. Fu il primo ruolo importante per l'attrice Julie Christie. Per tutte le edizioni la trama è sempre quella: in un prossimo futuro (nello sceneggiato inglese girato nel 1961 si parlava del 1970, quindi allora vicinissimo e oggi quasi preistoria) uno scienziato grazie a un sofisticato radiotelescopio riceve un misterioso segnale proveniente dalla galassia di Andromeda, poi rivelatosi un manuale per la costruzione di un sofisticatissimo computer. Insomma, un mezzo per comunicare con gli alieni. La super macchina una volta realizzata comincia a fare gola a potenze varie, con annessi intrighi e omicidi. Il computer però ha suoi fini, si impossessa di dati attinenti la Terra e la specie umana e produce una donna chiamata Andromeda che... Il resto magari lo scoprirete vedendo lo sceneggiato italiano, liberamente disponibile anche sul sito web della Rai. Andromeda avrebbe dovuto essere interpretata dalla cantante Patty Pravo ma dopo un bel po' di girato costei si tirò indietro con la più classica delle scusanti e cioè un certificato medico. Fu degnamente sostituita da Nicoletta Rizzi, però si dovette ricominciare daccapo. C'è da dire che lo sceneggiato, in bianco e nero, inquietante, interpretato da pur bravi attori teatrali ma con ritmi lenti – a tal punto che se lo si facesse oggi finirebbero tutti condannati all'esilio, almeno televisivo –, nonostante tutto piacque molto. (Vedi qui:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e0a37125-b98d-4a88-92ca-65f96db03349.html

L'isola Foradada, altra attrazione locale citata prima, in realtà è un imponente scoglio a pochi chilometri da Alghero e si chiama così perchè è forata, ossia attraversata, da una gigantesca grotta scavata dal mare e nella quale possono entrare anche imbarcazioni di buona stazza, tanto che fa parte del giro turistico locale. La si vede, oltre a tutto il resto e in particolare alla falesia di Cala Barca, in La scogliera dei desideri (1968, titolo originale Boom!) di Joseph Losey, con Elizabeth Taylor e Richard Burton. La Taylor interpreta la parte di Flora 'Sissy' Goforth (la parte però era stata scritta per una donna più anziana), malata terminale che vive con la servitù in una grande villa su un'isola appartata. Arriva un uomo misterioso (interpretato da Burton, allora 42nne ma la parte era stata scritta per un ventenne) che si relaziona con lei. Quest'uomo, si fa capire, potrebbe essere un Angelo della Morte, già lì con irritante anticipo sui tempi. Di sicuro il film è, appunto, una noia mortale. Piaceva solo all'autore del testo da cui fu tratto, ossia Tennessee Williams, il quale incensava l'opera nonostante una precedente versione teatrale negli States fosse stata chiusa in fretta e furia. Le prime scene di La scogliera dei desideri  furono girate all'Argentiera (frazione di Sassari) ma il resto a Capo Caccia, dove furono appositamente costruite le scenografie con l'enorme villa in perfetto stile holliwoodiano (anche se gli interni sembrano la caverna dei Flintstones e manca solo di sentire urlare "Wilma dammi la clava!"), poi smontata anche se parte del materiale rimase lì abbandonato. (Vedi qui uno spezzone:

E lì non rimase solo il materiale abbandonato. La Taylor aveva con sé una scimmietta addomesticata, che si smarrì (o fuggì non sopportando pure lei i ritmi lenti del film). La povera bestia un bel giorno incontrò un pastore, ci fece amicizia e si unì a lui, aiutandolo pare con le pecore manco fosse un cane. La scimmia girovagava con il pastore fra Tramariglio, Cala Dragunara e Capo Caccia e certo non se la passava male fra pane, formaggio e un intero gregge da spidocchiare come amano fare questi animali. E visse felice finché campò. Nel film si vede bene, di fronte alla villa, l'Isola Piana, un imponente isolotto con alte falesie a picco sul mare. Fa parte dell'Area naturale marina protetta Capo Caccia-Isola Piana, nel territorio di Alghero, che ha un'estensione di 2631 ettari (oltre 36 km di costa). L'accesso a una parte dell'Area è vietato, nel resto sono permesse la balneazione, navigazione e attività subacquea ma per l'immersione nelle grotte occorre richiedere l'autorizzazione. La pesca subacquea è ovunque vietata (tranne quella professionale ai ricci). I fondali sono ricchi di pesci e crostacei, di alghe brune, verdi e rosse, di corallo rosso nonché di  praterie di posidonia. L'immediato entroterra algherese è invece tutelato dal Parco naturale regionale di Porto Conte, 5350 ettari caratterizzati dalla tipica vegetazione a macchia mediterranea e da lecceta, popolato da una ricca fauna comprendente cinghiali, daini e giganteschi avvoltoi grifoni. Il parco, che offre al turista scorci naturali assolutamente da vedere (nonché un'area con i caratteristici cavallini della Giara e gli asinelli bianchi provenienti dall'Asinara), è stato location di film, sceneggiati televisivi e spot pubblicitari. A parte i già citati La scogliera dei desideri e A come Andromeda, figurano I protagonisti (1968) di Marcello Fondato e La spia che mi amava (1977),  decimo film della saga di James Bond, diretto di Lewis Gilbert e interpretato fra i tanti daRoger Moore, Barbara Bach, Bernard Lee, Lois Maxwell, Curd Jürgens e Richard Kiel nella parte del gigantesco killer "Squalo". (Vedi qui:

Inoltre in loco hanno avuto location Aprile (1998) diretto e interpretato da Nanni Moretti (David di Donatello a Silvio Orlando come Migliore attore non protagonista) e La rapina perfetta (2008, The Bank Job) diretto Roger Donaldson e interpretato da Jason Statham, Saffron Burrows, Stephen Campbell Moore, Daniel Mays, James Faulkner. E' un bel film, pieno d'azione e avvincente nonché tratto da una storia vera. Affascinata dai luoghi selvaggi e incontaminati visti in Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d’agosto, anche l'icona pop americana Madonna mise gli occhi sulla Sardegna, convincendo il regista e allora marito Guy Ritchie a realizzare un remake del film della Wertmuller, di cui la cantante e attrice si era invaghita (del film, ovvio). Ritchie perciò diresse Travolti dal destino (2001), tradotto in inglese con Swept Away. Il personaggio femminile principale è la cinica, arrogante e viziata Amber, interpretata da Madonna, la quale trovandosi in barca per una crociera tra la Grecia e l'Italia con il marito e alcuni amici, si fa servire con tracotanza dall'equipaggio, in particolare da Giuseppe, interpretato da Adriano Giannini, figlio di Giancarlo. La trama è sostanzialmente molto simile al primo film, con il naufragio e i due protagonisti che si ritrovano su un'isola deserta che cambierà il loro carattere e tramuterà l'odio in amore. Tuttavia in questo remake si sono perse – anzi, non le si è proprio immaginate e rappresentate – quella comicità e autoironia che caratterizzano i personaggi di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, rendendo quello di Ritchie noioso e poco coinvolgente e assolutamente non in grado di reggere il paragone.

Travolti dal destino, costato 10 milioni di dollari – di cui circa uno speso in Sardegna nell'arco di due mesi, fattore economico assolutamente da non sottovalutare per l'indotto – negli USA incassò solo 600.000 dollari e in Italia poco più di 71.000 euro. Il flop fu tale che Madonna da quel momento decise di non recitare mai più come protagonista, anche se decise di fare la regista con film di scarso, per usare un eufemismo, successo, l'ultimo dei quali è WE (2011), da lei anche prodotto e che incassò in tutto il mondo solo 860.000 dollari a fronte di un costo di 18 milioni. Travolti dal destino ebbe però anche il discutibile privilegio di ottenere diversi premi, ma quelli del Razzie Awards, sorta di malefico Oscar ai peggiori film e attori. Anzi, Travolti dal destino si aggiudicò sette Razzie Awards, in più di una categoria inclusi quello per il "Peggior film degli ultimi 25 anni" e "Peggiore attrice". La regista Lina Wertmuller ammise poi di aver ceduto i diritti del film a Madonna per la stima che aveva nei suoi confronti, ma dopo le critiche mosse al film dichiarò di aver probabilmente commesso un errore, visto anche lo stravolgimento di parte della trama. Secondo la curiosa mentalità delle star americane, se non si è circondati da frotte di bodyguard e forze dell'ordine (e parrucchieri, truccatori, medici, addetti ai cani da compagnia, personal trainer, addetti stampa eccetera, tutti naturalmente personali e con i loro vice e sotto-vice) non si è assolutamente nessuno nella vita. E così, per fornire la giusta protezione alla troupe, composta da ben 120 addetti, dalle incursioni di giornalisti, fotografi e non so che altro, le forze dell'ordine dovettero sempre essere ben presenti intorni ai set. Del resto Madonna non deve aver fatto grandi sforzi di interpretazione per il personaggio di Amber. Non solo utilizzava un elicottero per arrivare sui luoghi di ripresa, aveva pure richiesto – per usare un eufemismo – che l'hotel (preferiscono non essere citati, comunque non di Alghero) dove alloggiava con la famiglia adattasse una camera per praticarvi yoga, dotasse di vetri oscurati alcune zone dell'hotel e che la suite in cui stava fosse appositamente ridipinta di arancione pastello. E dire che noi comuni esseri umani quando entriamo in una stanza d'albergo di solito ci limitiamo a guardare il bagno e controllare se ci sono saponette e carta igienica. C'è da dire, però, che dieci anni dopo il film Adriano Giannini dichiarò: "Sinceramente l’ho trovata molto più normale e molto meno viziata di tante attrici italiane. Sul set non si è mai comportata da diva. Inoltre c'è da considerare il fatto che ho recitato con lei nel remake del film che in passato ha visto protagonista mio padre, e questo per me ha rappresentato una bellissima esperienza".

L'arrivo di Madonna ad Alghero ovviamente portò scompiglio fra i tanti cittadini curiosi: protetta da una schiera di guardie del corpo romane (descritte come educate e molto professionali) quasi fosse in zona di guerra, non passò certo inosservata. La star scelse di alloggiare all'Hotel Las Tronas, un cinque stelle contraddistinto da grande livello e cortesia verso tutti. Smentendo quanto scritto prima, qui Madonna viene tuttora descritta come persona riservata ma educatissima, la prima a salutare sempre il personale, e in italiano. Ci si ricorda che, non essendo le finestre della stanza da letto dove alloggiava dotate di tendaggi sufficienti (le piace dormire nel buio totale), e non trovandone in loco di adatti, invio appositamente un addetto a Londra con l'aereo personale per acquistarne di enormi, neri e pesanti. Una scena di Travolti dal destino fu girata nell'hotel, quella della camera da letto. La si voleva particolarmente grande e allora furono utilizzate la Sala Rosa e quella Azzurra, ossia i salotti, arredandole in tal senso. Madonna, nonostante sia patita della cucina macrobiotica al punto di avere sempre con sé una consulente, si dice sia arrivata ad assaggiare il "porceddu" locale (maiale arrosto al mirto) e che alla fine si sia mangiata tutta la porzione. Questo può far capire che cucina sia quella sarda. La suite dove alloggiava l'attrice per circa quattro anni fu sempre prenotata, perchè in tanti volevano (e ancora oggi) alloggiare dov'era stata la cantante-attrice. Madonna fu ospite, in una domenica piovosa, anche nelle sale del ristorante La Lepanto, uno dei più famosi di Alghero, raggiungendo lo staff che aveva pranzato lì e dove si limitò a sorseggiare del tè. Per mangiare invece scelse un altro famoso ristorante locale – dove pare che vedere ricevute fiscali e scontrini sia ancora più difficile che avvistare la quasi estinta foca monaca – dietro consiglio del regista del film nonché allora suo marito Guy Ritchie, chiudendo poi la serata in una festa privata al Morgan (discoteca poi cessata) in compagnia di tutta la troupe e di qualche fortunato imbucato. Così si chiuse l'ultima fatica da attrice protagonista di Madonna.

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