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Arzachena

Provate a dire Porto Cervo o Costa Smeralda e subito saranno descritte come notissime località turistiche. Provate invece a dire Arzachena e vedrete che molti vi chiederanno cos'è. Bene Arzachena è il comune che territorialmente include Porto Cervo, che è solo una sua frazione, nonché tutta la Costa Smeralda. Località vicine altrettanto famose, come Porto Rotondo (comune di Olbia), o comunque bellissime come Baja Sardinia, Cannigione e Poltu Quatu (che pure sono frazioni di Arzachena) non fanno parte della Costa Smeralda. Quest'ultima è una creazione – luoghi a parte, ovvio, anche se prima quasi disabitati – del principe Karim Aga Khan il quale, grazie alla sua sagacia nonché fantastica ricchezza personale, nel 1962 lanciò a livello internazionale questo tratto di costa pianificando tutto nel dettaglio, al punto da creare l'anno dopo una compagnia aerea apposta per portare i turisti in Sardegna. Si trattava della Alisarda, oggi Meridiana fly. Porto Cervo, il cuore della Costa Smeralda indicato come il paradiso dei cosiddetti VIP (Very Important Person), conta poco più di 400 residenti ma in estate viene letteralmente invaso grazie ai due porti, alle innegabili bellezze del luogo e agli eventi sportivi e mondani più o meno elitari. Anzi, direi spesso meno che elitari, sovente fatti per attirare i gonzi. Questo è un posto dove si va per divertirsi, vedere chi c'è di ricco e famoso in vacanza e far vedere che si è presenti (se si è ricchi o famosi in vacanza). Oppure, e lo fa una certa parte dei turisti, per imbucarsi in ambienti da VIP e convincersi di fare parte di quella cerchia anche solo per una notte, per poi correre a casa a raccontare tutto, quasi si fosse stati testimoni di chissà quale evento mitologico o ultraterreno.

Porto Cervo fu location del film in tre episodi Le coppie (1970), uno dei quali è il ben fatto La camera, diretto e interpretato da Alberto Sordi nella parte dell'operaio Giacinto Colonna il quale, per una volta nella vita, vuole festeggiare l'anniversario di nozze con la moglie Erminia in un lussuoso albergo di un'elitaria località turistica, dove altri VIP ma di tipo opposto (Very Insignificant Person, vasta tipologia alla quale noi ci onoriamo di appartenere) vengono visti da portieri e direttori di albergo come fossero alieni di un pianeta povero e non blasonato. La parte della brava moglie semplice e grassoccia la interpreta l'attrice Rossana Di Lorenzo la quale, curiosità, era la sorella dello scomparso attore Maurizio Arena ed è la zia dello showman Pino Insegno. (Vedi qui:

Porto Cervo fu la location principale del comico Les Bronzés 3: Amis pour la vie (2006) di Patrice Leconte, sequel di due film definiti sovente di serie B, ma che sono tra i film cult dei francesi. Gli stessi personaggi dei due film precedenti si ritrovano 27 anni dopo nel nuovo hotel che uno di loro (Popeye, interpretato da Thierry Lhermitte) gestisce con la moglie italiana (Graziella Lespinasse, interpretata da Ornella Muti) in Sardegna. Piacevole e ben trattata anche la parte attinente una coppia omofoba (interpretata da Gérard Jugnot e Josiane Balasko) alla quale proprio il figlio confessa di essere gay. Altre location sarde furono Baja Sardinia, Palau e Porto Rotondo. (Vedi qui il trailer:

Porto Cervo fu anche location del primo episodio della commedia Fratelli d’Italia (1998) di Neri Parenti. Il film è spassoso e interpretato alla grande da attori specializzati in quei ruoli. Mitico – ma si tratta dell'ultimo episodio, né girato né ambientato in Sardegna – è quello in cui il tifoso sfegatato milanista Carlo Verdone (un bravissimo Massimo Boldi) parte in auto per andare a Roma a vedere la partita Roma-Milan. Per sfortuna e per sbaglio dà un passaggio a due ultrà della Roma, pregiudicati, rozzi, grossi e maneschi, sfegatati pure loro (ma per la Roma) che lo confondono per un romanista e allora... Guardatevi il film, ne vale la pena. I due romanisti sono interpretati in modo superlativo da Angelo Bernabucci e Maurizio Mattioli. Sempre in Fratelli d’Italia la Costa Smeralda la mostra l'episodio in cui il commesso romano Cesare (Christian De Sica), dopo aver tentato di partire con una Jaguar elegantissima ma in panne e non riuscendo a raggiungere i suoi amici all'imbarco per la Sardegna, incontra Turchese De Benedetti (Nathalie Caldonazzo), giovane e bella figlia di un industriale. Per attirare la sua attenzione Cesare si finge anch'esso figlio di un noto industriale, mascherando a fatica la parlata romanesca e i modi rozzi e volgari che lo caratterizzano. Invitato a salire su un lussuoso yacht giunge in Costa Smeralda, dove deve destreggiarsi tra pranzi e cene costosissime, fino al crollo del suo finto personaggio che avviene proprio sulla piazzetta centrale di Porto Cervo, in cui sfinito dai modi spocchiosi degli altri invitati dà sfogo alla sua reale personalità. La trama evidentemente fa il verso a Il conte Max (1957) di Giorgio Bianchi e con Alberto Sordi e Vittorio De Sica, nonché a Il conte Max (1991) diretto e interpretato dallo stesso Christian De Sica. (Qui il film completo:

Nel film di Parenti, in una scena riguardante una gita in barca, si fa un accenno anche all'isola di Mortorio, situata tra Porto Cervo e Porto Rotondo, distante circa tre chilometri dalla costa e con una superficie di circa dodici ettari. Per gli abitanti di Arzachena l'isola fa parte del loro territorio, e della stessa idea sono pure quelli del limitrofo comune di La Maddalena. Comunque Mortorio, come la vicina Soffi, fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena. Ambedue disabitate, sono a tutela integrale e quindi non ci si può sbarcare. Le acque circostanti, al di fuori della fascia protetta, sono comunque meta di pescatori e di yacht. Mortorio si chiamerebbe così per via dei numerosi scheletri umani che la costellarono dopo una battaglia svoltasi nel 1016 fra una flotta genovese e pisana contro quella saracena comandata dal pirata Mujāhid al-Āmirī. Alcune navi musulmane salvatesi durante lo scontro sarebbero approdate appunto su Mortorio e i loro equipaggi sarebbero poi stati sterminati dai cristiani o morirono letteralmente di stenti. Di sicuro c'è che lo storico musulmano al-Himyari definì Mortorio come l'Isola dei Martiri. A Mortorio furono girate diverse scene del dimenticabile Piccolo grande amore (1993) diretto da Carlo Vanzina e con Raoul Bova. (Vedi qui:

Sempre in Costa Smeralda furono girati il thriller tedesco Haie an bord (1971) diretto da Arthur Maria Rabenalt e interpretato da Freddy Quinn, Karin Dor e Werner Pochath e Vita Smeralda (2006) che si avvale soprattutto di Porto Cervo come location per quello che però risulta essere un meno che mediocre film scritto, diretto e interpretato da Jerry Calà – ma fortunatamente per lui prodotto da altri. Difatti al botteghino fu un flop terrificante, incassando in tutto 587.000 euro, a fronte di un costo di un milione e mezzo, senza contare quelli ulteriori relativi alla distribuzione e al lancio pubblicitario. (Qui uno spezzone:

Fu l'ultimo film girato di Guido Nicheli, detto anche il Dogui (anagramma di Guido), di professione odontotecnico ma fin da giovane frequentatore del bel mondo, gaudente della vita e poi caratterista di grandissimo successo nel ruolo fisso del "cumenda" (commendatore) milanese appassionato di auto, donne, del Milan e delle famose località turistiche in cui divertirsi con gli amici. Alcuni suoi modi di esprimersi nonché le sue battute, inventate al momento durante le riprese dei tanti film e programmi televisivi, sono rimaste nella storia della commedia italiana. In linea con il suo essere e il suo personaggio, morì serenamente al bar mentre giocava a carte con i suoi amici. Sulla sua tomba, nel cimitero della piccola frazione La Zelata di Bereguardo, c'è scritta una frase emblematica del suo repertorio: "See you later". Ci vediamo dopo. (Vedi qui:

A proposito di vederci dopo, in pratica è quello che dice ai trasportati il pilota dell'aereo precipitato su un'isola disabitata, tanto selvaggia da poter nascondere nella sua giungla chissà quali pericoli. Difatti se ne fugge subito con l'unica radio e scialuppa di salvataggio, lasciando il gruppetto in balìa della natura. Accade in Selvaggi (1995) di Carlo Vanzina, commedia di sicuro non di altissimo livello ma che si fa vedere piacevolmente se non si hanno molte pretese. Bene, parte di quelle selvagge terre dei Caraibi dove il film è ambientato non è altro che la spiaggia Razza di Juncu – juncu significa giunco, in quanto vicinissima c'è una zona palustre con la tipica vegetazione di giunchi –, condivisa fra il comune di Arzachena e quello di Olbia. Quest'ultima parte di spiaggia si chiama Rena Bianca, anche se a dire il vero di spiagge con questo nome in Sardegna ce ne sono diverse, e tutte con sabbia bianca. (Vedi uno spezzone:

 

Locandine dei film girati in questa location

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Location in Sardegna

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