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Sestriere

Sestriere, in provincia di Torino, è il comune il cui municipio è posto alla maggiore altitudine dItalia, esattamente a 2035 metri d'altezza. Altezza inversamente proporzionale all'età (piuttosto recente), visto che le sue origini risalgono al 1934, quando il senatore Giovanni Agnelli, uno dei fondatori della FIAT, acquisto terreni e fece costruire due alberghi (noti come Le Torri) e tre funivie, poi seguiti negli anni da un incremento edilizio esponenziale, che venne interrotto dalla Seconda guerra mondiale e riprese negli anni '50. Il cinema – probabilmente con precisi accordi e a scopo promozionale – aveva già fatto capolino in loco e citiamo Le sorprese del divorzio (1939), diretto da Guido Brignone e interpretato da Oreste Bilancia, Armando Falconi, Leonie Laporte, Filippo Scelzo, Bice Parisi, Tiziana Calvi, Sergio Tofano, Carlo Romano. Questa commedia (allora ben gradita, visto che c'era la guerra e tutto ciò che ne consegue) fu girata negli stabilimenti della Scalera Film e in esterni a Sestriere (qui anche al Roseo Hotel).

Sestriere,  Tiziana Calvi in una scena di Le sorprese del divorzio.

Sempre a Sestriere (e ancora con riprese al Roseo Hotel) fu girato E' l'amor che mi rovina (1951), commedia fanta-spionistica diretta da Mario Soldati. Racconta di Walter Palaccioni (interpretato da Walter Chiari), commesso di un negozio sportivo ingaggiato per consegnare un anello (in realtà contenente una sostanza atomica) alla contessa Olga Voronowska (Jackie Frost, che poi recitò anche nel drammatico Viaggio in Italia  di Roberto Rossellini, del 1954). Walter viene però distratto dal suo (ignaro e ingrato) compito nel momento in cui Clara (Lucia Bosè), maestra di sci (non dimentichiamo che siamo a Sestriere...), gli fa battere il cuore. Il nostro si finge campione della disciplina sportiva, e si ritrova nei guai quando le spie arrivano per recuperare l'anello. Il  filone fanta-spionistico (qui agli albori) in quegli anni era di voga, anche per via di fatti reali legati allo spionaggio atomico e alla clamorosa fuga dello scienziato ebreo-italiano Bruno Pontecorvo (fratello del regista Gillo Pontecorvo), già collaboratore di Enrico Fermi, il quale dopo aver lavorato per anni per gli inglesi in ambito nucleare nel 1950 passò ai sovietici, trasferendosi con la famiglia in via definitiva a Mosca e mutando il suo nome in Bruno Maksimovič Pontekorvo. Insomma, il film E' l'amor che mi rovina è una commedia, o commediola di poche pretese, ma figlia di quei tempi. (Vedi qui:

A proposito delle lavorazioni di E' l'amor che mi rovina molti anni dopo Lucia Bosè raccontò: "Non sapevo sciare. Anzi, nemmeno Walter Chiari era capace, eravamo entrambi assolutamente negati. Ci abbiamo anche provato, senza risultati incoraggianti, ma fuori dal set. In fondo, arrivavamo dalle pianure di Milano, i monti non li avevamo mai frequentati prima. Quelli che si vedono nel film erano stuntman. Soldati aveva semplicemente fatto arrivare, sul luogo delle riprese, due controfigure, mi pare fossero degli istruttori di sci del posto. Persone esperte insomma, che fra l'altro mi colpirono molto per la grande eleganza nello stile e nei movimenti. Il soggetto e la sceneggiatura erano di Monicelli, Steno e Zapponi. Del mio soggiorno a Sestriere ricordo tanta neve e una montagna di lavoro. Devo ammettere che le giornate sul set si svolgevano in modo molto rigido, non avevamo grandi spazi di libertà. Finite le riprese, in serata, di solito ci ritiravamo per qualche ora in albergo. Poi, con Walter c' era il rito dell' aperitivo assieme, anche con altri del cast, e soprattutto non rinunciavamo mai a una bella cena in compagnia. Davanti a un bicchiere di vino e a un piatto fumante, in qualche ristorante tipico, si chiacchierava allegramente, ma erano poche le occasioni in cui tiravamo tardi, si andava a dormire abbastanza presto. Il giorno dopo Soldati ci aspettava al varco. La mondanità, almeno per qualche settimana, l'avevamo lasciata in via Veneto, a Roma. Soldati era un uomo garbato, gentile e pieno di attenzioni un po' con tutti".

Sempre del genere commedia-spionistica è Slalom (1965) di Luciano Salce, con musiche di Ennio Morricone e location iniziali a Sestriere e poi in Egitto. Lucio (Vittorio Gassman), un uomo complessato da tante piccole manie, va con l'amico Riccardo (Adolfo Celi) e le rispettive mogli in vacanza a Sestriere. Curiosamente s'imbatte prima in treno e poi in albergo con la splendida e sconosciuta Helen (Beba Loncar). Incontro elettrizzante e che lo diventa sempre più fra sparatorie, inseguimenti e ammazzamenti. La cosa più preoccupante è che un killer vuole uccidere Lucio, confuso per un agente segreto. Ci penserà un'organizzazione segreta americana a spiegargli che senza volerlo è finito in una cosa più grande di lui e che per uscirne vivo dovrà assumere l'identità dell'agente segreto (morto) e completare la sua missione. Ci riesce, anche grazie all'aiuto della hostess Nadia (Daniela Bianchi), e viene infine riaccompagnato in elicottero a Sestriere, dove mogli e compagni di viaggio lo stanno aspettando con molta, molta pazienza. (Vedi qui:

Una curiosità: il pur bravissimo Gassman, uno dei pochi attori italiani in grado di gareggiare quanto a bravura con le star mondiali, non dovette convincere molto come pseudo agente segreto. Ma furono ritenuti validi Adolfo Celi – nel ruolo del numero 2 dell'associazione criminale SPECTRE, Emilio Largo, in Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono) del 1965 diretto da Terence Young – e Daniela Bianchi, già Bond girl nel ruolo di Tatiana Romanova nel 1963 in A 007, dalla Russia con amore, sempre di Young. Altra curiosità: Vittorio Gassman fu uno degli interpreti di Guerra e pace (1956), diretto da King Vidor, tratto dall'omonimo romanzo di Lev Tolstoj e prodotto da Dino De Laurentiis e Carlo Ponti, con musiche di Nino Rota. Stellare il cast: Audrey Hepburn, Henry Fonda, Mel Ferrer, Herbert Lom, John Mills e tanti altri. Uno degli sceneggiatori fu Mario Soldati, che in seguito – come cita l'Enciclopedia del cinema in Piemonte – raccontò: "Io credo che De Laurentiis mi abbia scritturato perché avendo vissuto a lungo in America, sapevo bene l'inglese… O forse, perché facevo lo scrittore e quindi, tra tutti quelli che hanno messo mano alla sceneggiatura del film, si poteva stare sicuri che Guerra e Pace, quello di Tolstoj, io l'avevo letto. In realtà, per Ponti avevo appena realizzato La donna del fiume, con Sofia Loren, che era stato un grandissimo successo e sia con lui che con De Laurentiis avevo già lavorato molto in passato: Ponti l'ho conosciuto nel 1941, per Piccolo mondo antico, mentre l’anno dopo ho incontrato Dino De Laurentiis sul set di Malombra, dove cominciava a lavorare come ispettore di produzione per la Lux. I miei rapporti con Vidor in effetti erano ottimi, stavamo sempre insieme, salvo quando si doveva girare, perché, in generale, nelle scene che mi venivano affidate dovevo cavarmela da solo. Io ho girato molte delle scene di guerra, e anche qualcuna delle altre. Nelle scene di battaglia mi divertivo un sacco, perché era un tipo di cinema a cui noi non eravamo abituati. Per la battaglia di Austerlitz mi aveva accompagnato mio figlio Wolfango, che allora aveva dieci anni e per lui è stato davvero come un grande gioco, fatto dagli adulti, con soldatini viventi. Giravamo a Pinerolo, sotto la pioggia vera, la pioggia battente che abbiamo noi in Piemonte; e anche un pezzo della ritirata dalla Russia l'abbiamo girata al Sestriere nella neve. È passato tanto tempo, ma quello che mi è rimasto in mente è proprio quella Russia ricostruita attorno a Torino: il Po, il castello di Stupinigi, le campagne…".

Sestriere (e Roma) fu la location di Non stuzzicate la zanzara (1967), film diretto da Lina Wertmüller – alla sua quarta regia e che l'anno prima, ma con lo pseudonimo di G. Brown, aveva diretto Rita la zanzara. In ambedue i film la protagonista è la cantante Rita Pavone coadiuvata in qualche modo da Giancarlo Giannini, pure lui quasi all'inizio della carriera. Sia nel caso del primo che del secondo si tratta di musicarelli, un sottogenere solitamente di buon successo di pubblico. Si prendeva una o un cantante in auge (con relative canzoni), una trama dall'epilogo sempre felice e si amalgamava il tutto con una sequela di altri cantanti di successo impersonanti se stessi nonché di attori caratteristi quasi sempre di tutto rispetto. A proposito di questi ultimi basti pensare che  in Rita la zanzara (non girato a Sestriere) c'erano, solo per citarne alcuni, Peppino De Filippo, Turi Ferro, Gino Bramieri, Milena Vukotic, Paolo Panelli, Bice Valori. C'era pure Ugo Fangareggi (interprete in oltre 70 film!) nella parte di Wolfgang, ruolo teutonico che evidentemente gli si adattava poiché quello stesso anno Mario Monicelli gli affidò quello del barbaro Mangold ne L'armata Brancaleone. Anche Non stuzzicate la zanzara vide la partecipazione di un notevole, quanto a livello, numero di attori caratteristi e non, basti citare Romolo Valli, Giulietta Masina, Enrico Viarisio, Peppino De Filippo, Mita Medici, Raffaele Pisu, Ugo Fangareggi.

A Sestriere sono state girate anche telenovele, tra amori, divorzi, neve… e nascite clandestine, domestiche che in realtà sono madri dei protagonisti, sposalizi celebrati per preservare i soldi e le proprietà familiari, medici ricattati per falsificare risultati, e chi più ne ha più ne metta. Del resto si sa che le telenovele sono un coacervo di misteri piccoli e grandi, necessari per creare e gestire serie lunghissime e così avviene per la italo-argentina Manuela (in onda nel 1991-92), per la regia di Carlos Escalada e Rodolfo Hoppe e interpretata da una delle regine indiscusse del genere, Grecia Colmenares. Forse in pochi sapranno che delle oltre 400 puntate quasi 200 furono girate in Italia – inclusa Sestriere – e videro le apparizioni dei nostri Giorgio Mastrota, Fabio Testi e Vanessa Gravina. La Colmenares anni dopo raccontò – per chi è disposto a crederci – di avere rischiato la vita due volte sui set italiani di Manuela. La prima, quando l'avrebbero costretta a guidare una macchina pur non avendo lei la patente. La seconda  quando, immersa nella nebbia e nella neve di  Sestriere, si sarebbe ritrovata a camminare inconsapevolmente sull'orlo di un precipizio. A proposito di neve, Sestriere, insieme a Sauze d'Oulx, Sansicario, Cesana, Clavieree la franceseMontgenèvre, fa parte della Vialattea, comprensorio sciistico internazionale: poetico il nome, che suggerisce come ci si trovi di fronte ad ampi spazi innevati e dotati nientepopodimeno che di circa duecento piste! A oggi risulta la località sciistica che in assoluto ha ospitato il maggior numero di gare titolate a livello internazionale: pertanto, quale posto più indicato per portare la piccola Alice (interpretata dalle attrici Martina Albano, Arianna Nastro e Alba Rohrwacher, che la impersonano nelle fasi della fanciullezza, adolescenza e adultità), visto che il padre vuole farne una campionessa? E così in La solitudine dei numeri primi (2010), del regista Saverio Costanzo, la famiglia risiede presso il villaggio olimpico del Sestriere. La pellicola è tratta dal romanzo bestseller di Paolo Giordano, ma in modo alquanto "libero", perché pare che lo stesso scrittore, che collaborò alla stesura del copione, non voleva che risultasse una mera trasposizione. Questa è anche la versione ripetuta dal regista, ma a poco è valsa: alla critica il film non è piaciuto, tant'è che alla Mostra del Cinema di Venezia dov'era la quarta e ultima pellicola italiana presentata, è stato fischiato. Certo, doversi confrontare con un successo non è mai una sfida semplice e di questo il regista Costanzo è perfettamente consapevole e difatti all'apertura della conferenza stampa di presentazione del film dichiarò: "Uno va al cinema e si aspetta chissà che, si aspetta Il Gattopardo, invece il mio è un film normale". (Vedi qui:

Di sci e del passaggio dall'adolescenza all'età adulta parla Tutti giù (2012), opera prima del regista italo-svizzero Niccolò Castelli e con location a Sestriere, St. Moritz e Lugano. Racconta di tre giovani (Jullo  interpretato da Yanick Cohades, Edo dall'attore italo-svizzero Nicola Perot e Chiara dalla sciatrice ticinese Lara Gut) vivono le loro vite tra passioni, paure, lotte, sconfitte e vittorie. Film piccino, ma dai numerosi riconoscimenti: Pietro Zuercher, già direttore della fotografia per il film Sinestesia (2010), ha ricevuto la nomination per la migliore fotografia al Premio del cinema svizzero del 2013; la pellicola ha guadagnato la menzione speciale della giuria giovane alla trentaduesima edizione del Festival internazionale Ciné-Jeune de l'Aisne, (Francia) ed è stato selezionato per rappresentare la nostra lingua in diverse nazioni  nell'ambito della Settimana della lingua italiana nel mondo. (Vedi qui:

Sempre Sestriere la si vede in Natale a 4 zampe (2012 ), diretto da Paolo Costella. Inizialmente pensato per il cinema, è poi diventato un film per la televisione, tanto da essere andato in onda su Canale 5 nel dicembre dello stesso anno. Si tratta di una commedia di non grandi pretese interpretata da Massimo Boldi, Maurizio Mattioli e Biagio Izzo. La trama verte su due ragazzi che decidono di aprire un albergo per padroni e cani ed è condita dall'usuale corollario di vicende personali di due famiglie. In seguito Sestriere fu una delle location piemontesi – insieme ai confinanti comuni di Sauze di Cesana e di Cesana Torinese (Chiesa della Madonna della Neve in frazione Bousson) nonché Torino (Palazzo Reale, Accademia delle Scienze, Palazzo Carignano), Reggia di Venaria Reale – del film commedia di fanta-politica Benvenuto Presidente! (2013), diretto da Riccardo Milani e interpretato fra gli altri da Claudio Bisio,  Kasia Smutniak, Remo Girone, Giuseppe Fiorello e Gianni Cavina.

Come abbiamo scritto, Sestriere turisticamente è una "creatura" della famiglia Agnelli e lo si può vedere anche nell'arte: la chiesa in stile pseudo-romanico di Sant'Edoardo, a Colle Sestriere, fu voluta da Giovanni Agnelli in memoria del figlio Edoardo, morto nel 1935 in un incidente aereo, e sul portale in bronzo massiccio sono raffigurati i sette figli di Edoardo Agnelli. Setriere offre molti svaghi: oltre ovviamente allo sci e a una vivace movida, ha un campo da golf a 18 buche (tra i più alti d’Europa), manifestazioni sportive di livello – solo per quanto riguarda lo sci basti citare per il passato la Coppa del Mondo, i Mondiali di Sci, le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali  – e ambienti naturali decisamente spettacolari, essendo a cavallo della Val Chisone e della Valle di Susa. Fra questi boschi e alpeggi si può vedere di tutto, come escursionisti a piedi, appassionati di mountain bike (Sestriere è tappa del circuito Alpi Bike Resort), persino slitte trainate da cani eschimesi. Se vedete da lontano quelli che sembrano cani, ma liberi, potrebbero invece essere lupi selvatici, ormai tornati insieme alle aquile e, pare, alle linci. Tutta la fauna autoctona è ben rappresentata, inclusi la marmotta, cervo nobile, capriolo, camoscio, stambecco, muflone e cinghiale. Questi risultati sono possibili grazie alla bellezza dei luoghi e alla cura conferitagli. Dimenticavamo, la cucina è ottima.

La Punta Rognosa di Sestriere.

Locandine dei film girati in questa location

Clicca per ingrandire le locandine

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