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Sepino

Sepino, con i suoi circa 2.200 abitanti, è tra i borghi più belli d'Italia. Posto a 702 metri di altezza alle pendici del Matese, è il luogo ideale per i turisti in cerca di tranquillità, purché si abbia l'accortezza di evitare la notte fra il 9 e 10 gennaio, durante la quale nell'ambito della tradizionale festa in onore della patrona Santa Cristina vengono suonate a profusione le campane. La storia di Santa Cristina, secondo la chiesa ortodossa, è la seguente: nativa di Tiro in Siria, nel III secolo durante il regno dell'imperatore romano Settimio Severo, si fece cristiana, distinguendosi per generosità ed elargendo le sue ricchezze ai poveri. L'imbufalito nonché taccagno padre, Urbano, la fece allora incarcerare, e finì torturata e poi impalata. Il fatto è che da noi, invece, tali disgrazie non furono ritenute sufficienti per una santa e fu così che l'undicenne e bellissima Cristina sarebbe stata segregata in una torre dal padre Urbano, in compagnia di dodici ancelle. Nel tentativo di farla rinunciare alla fede cristiana sarebbe stata incarcerata, picchiata e flagellata. Ma, con gran bile dei suoi torturatori, il giorno dopo non aveva manco un graffio poiché a guarirla ci pensavano tre angeli messi lì a tempo pieno. I suoi torturatori allora le legarono un masso al collo e la gettarono in un lago, scoprendo però che miracolosamente la pietra non solo non la faceva inabissare ma addirittura la teneva a galla a mo' di salvagente. Si scoprì poi che erano i soliti tre angeli a tenerla a galla. A quella vista al padre, doppiamente imbufalito, venne un coccolone e schiattò. Cocciuti come solo nei paesi arabi si può essere, ecco arrivare un altro persecutore, di nome Dione, e relative inenarrabili torture. Cristina però, sempre grazie alle cure dei tre angeli, stava sempre bene. I giudici furono talmente irritati che la fecero giustiziare con un colpo di lancia. Visto però che su Cristina non ebbe l'effetto desiderato, si dovette ripetere il tutto. E allora morì.

Senza volere essere blasfemi, la cosa fa venire in mente la morte nel 1916 del monaco russo Rasputin, che santo di certo non lo fu mai e neppure avrebbe potuto esserlo (fra l'altro era estremamente "popolare" fra le donne della corte dello Zar, tanto che a San Pietroburgo è ancora conservato il suo pene ritenuto il più lungo del mondo, ben 33 cm). Fu assassinato dai suoi nemici, ma con grande fatica. Avvelenato col cianuro (con dosi appunto da "cavallo"), non fece una piega; gli spararono tre colpi di pistola, di cui uno in fronte; poi lo bastonarono a morte (almeno così credevano); esasperati, lo gettarono nel fiume Moika, da cui il cadavere riemerse il giorno dopo. Non convinti, i cospiratori lo riesumarono di nascosto e lo bruciarono. Su questa storia, assolutamente vera, sono stati girati decine di film. (Vedi qui:

Ma torniamo a Sepino, anche conosciuto per il sito archeologico di Altilia, un'antica città romana, aperta al pubblico con case ancora abitate, da cui può capitare di sentir profumini che stuzzicano l'appetito visto che qui la cucina (come del resto in tutto il nostro Paese) è sopraffina. Da visitare a Sepino l'area archeologica di Altilia con il teatro, il foro, la basilica e la cinta muraria con le porte di accesso. Porta Boiano è l'entrata che è stata meno erosa dal tempo, ha una chiave di volta in cui è scolpita una figura maschile, quella di Ercole. La basilica chiude la parte nord ovest del foro, che è di forma rettangolare e perfettamente conservato. Il teatro ospita d'estate rassegne artistiche davvero suggestive.

Sepino, come tutta la zona, offre possibilità di piacevoli escursioni in una natura di grande bellezza, inclusi vasti boschi con notevolissima fauna selvatica, lupi inclusi. Si consiglia di visitarei i pianori di Campitello di Sepino, nonché quelli di Campitello Matese e Campitello di Roccamandolfi, e, sempre nei paraggi, l'Oasi del Wwf di Guardiaregia-Campochiaro (3135 ettari). Questa ha molte straordinarie bellezze, come foreste enormi e suggestive, il canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola (salto totale di 100 metri)e le grotte di Pozzo della Neve (1048 metri di profondità) e Cul di Bove (-913 metri), che sono fra i più profondi abissi d'Europa. Una curiosità: un tempo a Sepino i locali, e non solo loro, andavano a bere in una particolare sorgente la cui acqua pareva curasse e prevenisse l'insorgenza di ogni specie di malanno. Chissà, magari serviva veramente. Analoga meta erano le Terme Tre Fontane, con acque buone per la cura della calcolosi renale. Del resto si sa che un tempo ci si doveva arrangiare, e sperarci, con quel che la zona offriva, specie contro determinate malattie magari incurabili e dalle origini poco chiare, come l'epilessia,  genericamente chiamate dal popolino "male di San Donato". Nel non lontano comune di Roccamandolfi addirittura si cercava di barattare la guarigione con l'offerta al santo di turno di una quantità di grano o cereali pari al peso della persona che aveva bisogno dell'intervento miracoloso. A chi andassero grano e cereali è facile supporlo, perché in zona i briganti, con la tonaca o lo schioppo, non mancarono mai. Comunque è vero che in loco l'acqua sia di alta qualità e in particolare quella delle Terme di Sepino, che sgorga dalle antiche e prima citate Tre Fontane e che da tempo immemore è ricercata non solo per berla ma anche per curarci la gotta.

Tra i caratteristici scorci di Sepino Sergio Castellitto, qui nella veste anche di regista, ha voluto ambientare parte del drammatico Non ti muovere (2004), in cui è protagonista insieme all'attrice spagnola Penelope Cruz. Nel film premiato con due David di Donatello, quattro Nastri d'argento e un Globo d'oro non appare solo Sepino ma anche Bojano, dove Timoteo (Castellitto) prova inutilmente il disperato intervento chirurgico per salvare la vita dell'amata moglie Italia (Cruz). Altre location furono Fossalto, Campobasso e Castropignano. (Vedi qui:

Passando da uno scenario drammatico a uno comico troviamo Sole a catinelle (2013), di Gennaro Nunziante e con Checco Zalone. Terzo film interpretato dal comico pugliese, ha superato in soli tre mesi dalla data di uscita addirittura gli incassi di Avatar di James Cameron. Ovviamente ci si riferisce solo all'Italia, visto che Avatar è il più grande successo internazionale di tutti i tempi. Alcune scene sono state girate proprio a Sepino, nonché in altri comuni molisani:  Petrella, Tifernina, Casacalenda, Limosano e Provvidenti. Se Castellitto ha voluto ambientare gran parte di Non ti muovere nella sua terra d'origine, conoscendone le pecche ma anche i pregi e quindi è molto apprezzato dalla gente del posto, Zalone al contrario è stato criticato da parte della popolazione molisana: l'ex Zelig non avrebbe, secondo alcuni, fatto fare una bella figura alla regione, così come si evince dalla trama del film. (Vedi qui:

Checco, venditore di aspirapolveri, promette al figlio che se prenderà tutti 10 in pagella lo porterà a fare una vacanza da sogno. Il piccolo prodigio si impegna talmente che riesce a portare a casa il massimo dei voti. Checco (che sperava nella non riuscita del decenne Nicolò), dopo un'esilarante scena in cui prega inutilmente la maestra di abbassargli almeno la condotta, è costretto a intraprendere una vacanza "low-cost" dalla zia tirchia che vive proprio in Molise.  All'uscita del cinema tra gli spettatori della regione ci sono stati pareri contrastanti. Tra chi si è offeso e chi invece no, considerando le scene girate nel proprio territorio come troppo brevi per essere valutate con così tanto astio. Tuttavia Zalone in conferenza stampa ha chiesto scusa alla regione sempre con la solita comicità e, diciamolo, anche un po' di ironia non si sa quanto gradita. (Vedi qui:

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