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Ancona

Ancona, affacciata sul Mare Adriatico e uno dei maggiori porti italiani, fu fondata dai greci nel 387 a.C. su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero. La città ha varie spiagge, di cui la più nota è quella della frazione di  Portonovo, praticamente disabitata durante l'anno, almeno ufficialmente, ma che in estate grazie alle varie strutture ricettive e ai turisti prende decisamente vita. Ha una sinuosa e bianca spiaggia sassosa (suddivisa in quelle del Molo, della Torre, dei Mutilatini, della Capannina) che forma la baia chiamata appunto prima Porto Nuovo e poi, forse per risparmiare tempo e inchiostro, detta Portonovo. Confina a nord con la spiaggia libera di Mezzavalle, raggiungibile a piedi con un erto sentiero ma meglio in barca o a nuoto.

Portonovo



A proposito, per chi amasse nuotare a tutta velocità stile Tarzan inseguito dai coccodrilli consiglio cautela onde evitare sonore zuccate. Difatti a nord di Mezzavalle c'è il Trave, un lungo scoglio naturale che si prolunga a pelo d'acqua per circa un chilometro verso il largo. Una leggenda racconta che un tempo giungesse sino all'altra sponda dell'Adriatico, ma che la furia degli elementi (o appunto le zuccate di generazioni di disattenti nuotatori) lo distrusse lasciandogli l'aspetto di un ponte crollato. Esistono, vicini al mare e salmastri nonché di ridotte dimensioni (grazie anche all'interramento di almeno la metà decisa dai soliti noti per farvi parcheggi), il Lago del Calcagno o Lago Grande e il Lago Profondo. Attenzione, quest'ultimo si chiama così perché è...profondo! E ciò nonostante la leggenda su una misteriosa setta locale usa a liberarsi, gettandoli nel lago, dei nobili che applicavano il privilegio dello ius primae noctis, che era quel diritto dei nobili di avere rapporti carnali con qualunque sposa durante la prima notte di matrimonio. Sarà bene precisare che lo ius primae noctis, almeno in Italia, è pura invenzione, falsa tanto quanto i draghi o le promesse dei governi di diminuire le tasse. A proposito di altri ammazzamenti e amenità varie, si sappia che nella zona del Conero c'è solo da scegliere. Nei pressi di Camerano c'è il Buco del Diavolo, per gli amici anche detto Buco della Paura, un inquietante cammino sotterraneo che porterebbe in una grande stanza avente al centro un altare con sopra una chioccia d'oro e dodici pulcini: per portarseli a casa, o anche solo per tornarci, bisogna però scrivere con il proprio sangue il vero nome del Demonio, altrimenti da lì non si esce più. Volete altro? Allora andate nelle Grotte Romane, scavate dagli schiavi e contenenti un tesoro purtroppo difeso dalle anime dei non pochi cavapietre morti nella cava; fra i fantasmi vaganti ci sarebbero pure quelli di alcuni loro aguzzini sepolti vivi dagli schiavi durante una cruenta rivolta. Non potete sbagliarvi, le anime sono nella zona del masso detto "cassa da morto", cercate lì intorno.
Sulla costa nel 1716 venne costruita la Torre di Guardia, fortificazione utile ad avvistare eventuali arrivi dei soliti pirati, allora ancora in piena attività. Poi divenne proprietà privata, così come il Fortino Napoleonico (divenuto albergo), eretto dai francesi nel 1810 per contrastare possibili sbarchi inglesi. Proprio il Fortino Napoleonico, allora in rovina, è una delle location anconetane – spacciate per l'Australia del 18° secolo – de Il giustiziere dei mari (1962), conosciuto anche come Il vendicatore dei sette mari.

diretto da Domenico Paolella e con Richard Harrison nella parte dell'ufficiale inglese stanco delle ingiustizie subite dai detenuti e che si trasforma in pirata-giustiziere. Nel cast ci sono pure Roldano Lupi nella parte del cattivo comandante inglese e Michèle Mercier, attrice francese divenuta poi famosa come avvenente protagonista del ciclo cinematografico di Angelica.

Il giustiziere dei mari



Il film, decisamente avventuroso fra combattimenti (stranamente qui i pirati sono i buoni, e i soldati i cattivi), duelli, squali, piante carnivore mangiatrici di uomini e cannibali, si avvalse come scenografo di un ventunenne marchigiano di nome Dante Ferretti, in seguito divenuto celebre in tutto il mondo grazie alle sue numerose collaborazioni in importanti produzioni hollywoodiane. Qualche esempio? Il Decameron (1971) di Pier Paolo Pasolini, E la nave va (1983) di Federico Fellini, Il nome della rosa (1986) di Jean-Jacques Annaud, Intervista col vampiro (1994) di Neil Jordan, Vi presento Joe Black (1998) di Martin Brest, Gangs of New York (2002) di Martin Scorsese e Ritorno a Cold Mountain (2003) di Anthony Minghella. Dimenticavo i premi: essendo troppi cito solo gli Oscar ottenuti – insieme a sua moglie, la scenografa Francesca Lo Schiavo – per The Aviator di Martin Scorsese, Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street di Tim Burton e Hugo Cabret di Martin Scorsese. Una curiosità: Ferretti collaborò anche a Le prigioniere dell'Isola del Diavolo (1962), sempre di Domenico Paolella il quale, già che c'era, lo diresse lì a Portonovo e dintorni di Ancona con quasi gli stessi attori (tranne Richard Harrison), gli stessi abiti e l'identica verve avventurosa. Le location qui però vengono spacciate per l'Isola del Diavolo della Guyana francese, ove storicamente sorgeva la terribile colonia penale francese in cui furono ambientati (ma non girati) i film Non siamo angeli (1955) di Michael Curtiz e con Humphrey Bogart e Peter Ustinov e Papillon (1973) di Franklin J. Schaffner con Steve McQueen e Dustin Hoffman.
A Portonovo, con location sempre il Fortino Napoleonico e le spiagge, fu girato anche l'erotico Le mani di una donna sola (1979) di Nello Rossati, la cui trama racconta di una nobile lesbica che seduce la moglie di uno scrittore inglese, con successivo massacro da parte di alcuni pazzi fuggiti dal manicomio. Fu girato in un rigidissimo inverno e attori e operatori si ricordarono a lungo del freddo patito. Portonovo e in generale le coste del Conero furono la location di La Polinesia è sotto casa (2010), qui il trailer:

certo non un grande film, diretto da Saverio Smeriglio e Andrea Goroni. E' una commedia attinente anche i surfisti, ed è vero che la Riviera del Conero, e specialmente Portonovo, è meta di questi appassionati. Ma sarà bene specificare che le scene più spettacolari del film sono state girate in California da un team specializzato. Saverio Smeriglio, a proposito del cineturismo, dichiarò una cosa giustissima: "Le Marche sono una terra meravigliosa che ha da offrire molto di più di quello che la gente conosce. Penso sia un dovere della regione sostenere ogni forma audiovisiva che faccia promozione al territorio. Un territorio che è pieno di professionalità e ricco di tantissime cose. Il nostro intento era proprio quello di mostrarlo come una Polinesia sotto casa, un paradiso a portata di mano".

Portonovo, riprese di La Polinesia è sotto casa


Ad Ancona Luchino Visconti diresse Ossessione (1943), alcune scene qui:

liberamente ispirato al romanzo Il postino suona sempre due volte di James M. Cain. I protagonisti sono Clara Calamai e Massimo Girotti. Oggi quando una persona attira l'attenzione in video si dice che "buca lo schermo". Ebbene, i bravi e bellissimi Calami e Girotti lo schermo non si limitavano a bucarlo, ma lo sfondavano. La seconda parte del film riguardò appunto Ancona, con varie location come la stazione ferroviaria, porto, quartiere Guasco, piazzale Duomo di S. Ciriaco, via Astagno. Ossessione ebbe notevoli problemi di produzione – mai paragonabili a quelli ben più concreti degli italiani in guerra in quegli anni, sia chiaro – e comunque appena dopo le prime proiezioni, a causa delle reazioni scandalizzate delle autorità fasciste e della Chiesa, fu ritirato e le copie distrutte, tranne una copia del negativo nascosta da Visconti fino alla fine della guerra e dalla quale derivano quelle esistenti.

Clara Calamai e Massimo Girotti in Ossessione



Un altro grande regista che qui girò un film – o meglio, solo una sequenza girata al porto, fatto passare per quello inglese di Brighton – fu Mario Monicelli, con La ragazza con la pistola (1968), qui una scena:

con protagonista Monica Vitti per la prima volta in un ruolo brillante. Il film, certamente non uno dei capolavori del grande regista, è comunque dignitoso. Fu candidato all'Oscar come Miglior film straniero e valse all'attrice il David di Donatello, il Nastro d'argento e il premio come Migliore attrice al Festival di San Sebastián. Il film vinse anche un David di Donatello alla Migliore produzione. Ad Ancona e a Rimini (Rimini!) la tedesca Bavaria Film fece il film western Jonny rettet Nebrador (1953), diretto da Rudolf Jugert. E' la storia di un uomo in viaggio verso il ranch da poco ereditato ma che finisce prima nei guai. Gli interpreti sono tedeschi, e quindi i cowboy sono tedeschi, gli indiani sono tedeschi e forse pure i cani. Pastori tedeschi.


Jonny rettet Nebrador



Un film con poche scene girate ad Ancona, come nel caso del succitato La ragazza con la pistola, è il poliziesco Il sapore della vendetta (1968) di Julio Coll. Lo stesso vale per La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlin, ritenuto un film cult di quegli anni (ma ciò non significa successo al botteghino...) e ben interpretato, fra gli altri, da Alain Delon, Sonia Petrova, Giancarlo Giannini e Lea Massari. Bello il tema musicale Domani è un altro giorno, cantato da Ornella Vanoni (qui:

E' la storia di un professore che intreccia una relazione con una sua allieva e alla fine muore in un incidente. Delon, anche coproduttore, per tutta la durata della lavorazione parlò pochissimo con Valerio Zurlini, poi si fecero i rispettivi complimenti e Delon una volta in Francia rimontò il film come gli pareva a lui. Non è malaccio, ma tutti o quasi i personaggi paiono dei perdenti già ammazzati dalle vicissitudini della vita, decadenti, tristi. Insomma, mancava solo la pioggia, però a ben pensarci nel film c'è pure quella, fra un tripudio di spiagge vuote e desolate e cieli plumbei. Sconsigliato per chi abbia già barlumi di suicidio. La location anconetana (buona parte del film fu girato a Rimini) riguardò solo gli interni di Villa Favorita, nella zona della Baraccola vicino alla frazione di Candia. C'è da dire che quando vi furono fatte le riprese era in rovina, cosa diversa da oggi essendo stata restaurata dal 1989, con lavori durati quasi dieci anni, dagli attuali utilizzatori privati. Chiamata anche Villa dalle cento finestre, ha un parco di oltre un ettaro e mezzo nonché valenza storica, in quanto il 29 settembre 1860 i generali Fanti e Lamoricière vi firmarono la pace dopo la battaglia di Castelfidardo. Fu costruita all'inizio del XIX secolo da Luigi Ricotti, un commerciante locale tanto ricco da ottenere pure il titolo di conte. Era un tipo deciso e non arretrava davanti a nulla, ed era solito ordinare "Avanti, si vada!". Pare l'abbia fatto anche durante un violentissimo temporale, con tanto di esondazioni in tutta la zona del Piano S. Lazzaro, nonostante il fatto che il suo cocchiere gli consigliasse di non proseguire il viaggio in carrozza e di cercare invece riparo. Ma Ricotti non mollava mai. Morirono entrambi affogati.
Il suo nome faceva tremare… Interpol in allarme (1973, conosciuto anche come Dio sei proprio un padreterno) è un film poliziesco di Michele Lupo diventato cult per la presenza di una valida squadra di attori e tecnici: Lee Van Cleef, indimenticabile "cattivo" nei western di Leone, Edwige Fenech, interprete per eccellenza della commedia sexy all’italiana e dei film giallo-erotico del periodo, gli sceneggiatori dei western (e non solo) Sergio Donati e Luciano Vincenzoni, la musica del pesarese Riz Ortolani e la fotografia del regista cult Joe D’Amato (al secolo Aristide Massaccesi) erano un mix perfetto per l’ennesimo poliziottesco degli anni ’70, che difetta però, secondo il parere della critica, in fase di regia. Per altri invece è bello e ben fatto, pertanto se potete vedetevelo e giudicate voi. Alcune scene furono girate ad Ancona lungo la costa, vedi qui:

nel porto e nelle ex carceri di Santa Palazia, utilizzate durante la Seconda guerra mondiale come rifugio antiaereo ma colpite in pieno proprio durante un bombardamento avvenuto l'1 novembre 1943. Morirono circa 700 persone, fra cui molti bambini. Altra location in Ancona de Il suo nome faceva tremare… Interpol in allarme è il Campo degli Ebrei, ossia un antico cimitero israelita. Alcune sequenze furono girate a Senigallia alla discoteca Covo Nord-Est (poi Shalimar), nonché a Genova e a Marsiglia. Una curiosità: il detto "ha trovato l'America in Italia" ha una sua concretezza. Per esempio la carriera di Lee Van Cleef era ormai in gravissimo stallo, tanto per usare un eufemismo, e l'attore rifugiatosi nell'alcol campava ormai facendo quadri. Non esitò, in seguito, a dichiarare che all'epoca non poteva pagare nemmeno la bolletta del telefono. Fortunatamente nel 1964 lo chiamò Sergio Leone per una parte in Per qualche dollaro in più, vedi qui:

e quello fu l'avviò di una lunga carriera in Italia. Aveva un occhio di colore verde e l'altro di colore blu, ed era un gentiluomo. Sergio Donati, sceneggiatore de Il suo nome faceva tremare… Interpol in allarme, lo conosceva bene avendo già lavorato con lui e raccontò che era una persona gentile e mite nonostante facesse lo spietato nei film. Ne Il buono, il brutto, il cattivo doveva prendere a schiaffi una prostituta ma esitava. L'attrice, Rada Rassimov, gli diceva, "Ma dai, non ti preoccupare anche se ti scappa una sberla vera, non m'importa, picchiami". Van Cleef arrossendo spiegò che non riusciva di alzare le mani su una donna, era più forte di lui.
Per alcuni la zona e quella di Ascoli Piceno sarebbero state location del film erotico L'ingenua (1975), film completo qui:

di Gianfranco Baldanello, però a me non risulta, in quanto girato in provincia di Padova. Tuttavia, se anche fosse dovrebbe trattarsi di un film di fantascienza estrema in quanto l'ingenua è interpretata addirittura da Ilona Staller, in arte Cicciolina... Senza dubbio girato ad Ancona – al porto, stazione, questura, ufficio del sindaco e stabilimento tessile di Tanzarella le cui operaie parteciparono come comparse – nonché a Senigallia (cava di Bettolelle), Ostra e Montemarciano, è La belva con il mitra (1977) diretto da Sergio Grieco e con protagonista Helmut Berger, pupillo – e anche qualcosa di più – di Michelangelo Antonioni. Il regista Paul Morrissey asserì: "A parte Helmut Berger, non ci sono più belle donne". La belva col mitra, qui il trailer:

è un poliziottesco interpretato anche da Marisa Mell, Richard Harrison e Vittorio Duse e deve la sua relativa fama al regista americano Quentin Tarantino: nel suo Jackie Brown (1997), infatti, c’è una scena in cui Robert De Niro e Bridget Fonda stanno guardando il film alla tv. Il cineasta non ha mai nascosto che è uno dei suoi film preferiti, anche se sarebbe meglio dire che Tarantino ha un'alta considerazione non tanto del film ma di Helmut Berger, da lui considerato uno dei più grandi attori viventi. Sarà, Berger, intemperanze a parte, è sì un bravo attore, però Tarantino pecca eccessivamente di generosità. Del resto questo regista è abituato a sparare assurdità di tal tipo su certi film e attori, spesso pessimi, e non conviene prenderlo troppo sul serio in questo. Le musiche che accompagnano l’azione sono di Umberto Smaila, allora "gatto di vicolo miracoli" (noto gruppo musicale e cabarettistico dell'epoca) e che divenne in seguito un noto personaggio televisivo.

Helmut Berger e Marisa Mell in La belva col mitra.


Dopo alcune riprese fatte ad Ancona di Miranda (1985), film erotico diretto da Tinto Brass, e l'ultima parte, girata qui (piazza Diaz, il porto), di Un'anima divisa in due (1993) di Silvio Soldini, ecco La stanza del figlio (2001) di Nanni Moretti e interpretato da lui stesso oltre che da Laura Morante, Giuseppe Sanfelice, Jasmine Trinca, Silvio Orlando e Stefano Accorsi. Tre David di Donatello, due Nastri d'argento, cinque Ciak d'oro, un Globo d'oro e premiato con la Palma d’oro al Festival di Cannes, ciò può fare capire il livello dell'opera. Le location anconetane furono l’ospedale regionale di Torrette, via Calatafimi, viale della Vittoria, via XXIX settembre, piazza della Repubblica, Chiesa degli Scalzi, Galleria Dorica, il bar Tazza d’oro, il campus scolastico Enrico Fermi, piazza Pertini, corso Garibaldi, lo stadio e il porto. Praticamente sconosciuto in Italia, ma girato in parte ad Ancona, è invece il film franco-greco-svizzero Thelma (2002) diretto da Pierre-Alain Meier – storia di un tassista che porta una cliente fino a Creta e facendoci pure amicizia, scoprendo poi che è un transessuale. La città fu location di La regina degli scacchi (2002) di Claudia Florio, di Come un ferro da stiro (2003) di Luigi Perelli e di Bumba atomika (2008) di Michele Senesi (un gruppo di amici avvinazzati pur di procurarsi i soldi per bere si mettono a vendere cadaveri su Internet). Di solito, per ovvi motivi di spazio, non trattiamo i corti, ma nel caso dell'ottimo La cosa in cima alle scale (2011), diretto da Michele Torbidoni e ben interpretato da validi attori, bisogna fare un'eccezione. Ad Ancona nel 2013 è stato girato il film drammatico Come il vento, di Marco Simon Puccioni e interpretato da Valeria Golino e Filippo Timi. Dal momento però che questo è un testo cineturistico, ed essendo la location il locale carcere, non ne consigliamo la visita per diporto.

Locandine dei film girati in questa location

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Location nelle Marche

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