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San Benedetto del Tronto

Lungomare di San Benedetto del Tronto.



San Benedetto del Tronto è stato location di un discreto numero di film e fiction, partendo dal modesto thriller Il vizio ha le calze nere (1975) di Tano Cimarosa, film che originariamente avrebbe dovuto essere girato a Messina, ma non ebbe le autorizzazioni considerato il tema scabroso, con diverse scene saffiche invise ai bacchettoni dell'epoca. Cimarosa allora decise di spostare le riprese a Padova ma successivamente per via (o anche) dell'amicizia con il sambenedettese Carlo Luzi ambientò e girò il film nella località marchigiana. Luzi, fioraio, aveva velleità artistiche supportate anche dalla sua somiglianza con l'attore hollywoodiano Yul Brynner e si fece conoscere vincendo a Salsomaggiore un concorso collegato al programma televisivo Un due tre condotto da Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi. Il programma fu un grande successo televisivo, scontato. Dico scontato perché allora la Rai aveva un solo canale e altre televisioni non esistevano.
Una curiosità: Un due tre vide, alla sesta stagione (1959), l'allontanamento di Vianello e Tognazzi dalla Rai a causa della caduta del Presidente della repubblica Giovanni Gronchi al palco d'onore del Teatro alla Scala. Un collaboratore di Gronchi inavvertitamente gli spostò la sedia mentre stava sedendosi e il Presidente finì con le sacre terga al suolo (fra le risate di altri ospiti del palco, incluso il Presidente francese De Gaulle in visita ufficiale in Italia). Il tutto ripreso in diretta dalla Rai, vedi qui:

Vianello e Tognazzi durante uno sketch abbozzarono con eleganza qualcosa di simile, Tognazzi cadde a terra e Vianello gli disse "Chi ti credi di essere?", qui:

Il pubblico rise ma politici, politicanti e alti papaveri della Rai no, tanto che già al rientro nei loro camerini i due attori trovarono le lettere di licenziamento. Non solo, Un due tre fu chiuso d'imperio e ci furono licenziamenti in Rai. Insomma, Vianello e Tognazzi furono fortunati a non essere torturati e fucilati sul posto. Quando oggi si dice che la satira è in pericolo bisognerebbe un pochino guardare al passato.

Tornando a Luzi, in quell'occasione a Salsomaggiore c'erano altri giovani di belle speranze. Per esempio Adriano Celentano che imitava Jerry Lewis. C'era anche Tano Cimarosa, in seguito divenuto giustamente famoso per la straordinaria interpretazione del mafioso Zecchinetta ne Il giorno della civetta (1968) di Damiano Damiani. Luzi e Cimarosa divennero amici e lo furono sempre. Luzi divenne amico pure di Ninetto Davoli, attore pasoliniano per eccellenza e in seguito nel cast di Il vizio ha le calze nere diretto da Cimarosa.

Tano Cimarosa.


Luzi e un altro sambenedettese in gamba,  Alberto Perozzi – umile figlio di un funaio (produttore di funi) locale, ma che oggi potrebbe insegnare a tanti come si fa la promozione del territorio –, ebbero l'idea di portare a San Benedetto del Tronto "personaggi dei quali, in provincia, arriva solamente l'eco, talvolta imperfetta, delle cronache". Come? Con una partita di calcio fra vecchie glorie della Sambenedettese, che citiamo anche se forse oggi dai più dimenticati: Marcello Flammini, Gigi Traini, Luciano Cacchiò, Serafino 'Safì' Capralini, Etro Ferretti, Sirio Santi, Angelo Buratti, Luigi 'Sufiola' Palestini, Filippo Traini, Francesco Palma e Dante detto Dio-Madonna. I loro avversari della Nazionale attori e cantanti erano senza dubbio più noti: Enzo Cerusico, Antonio Sabato,  Philippe Le Roy, Giorgio Bracardi, Don Backy, Maurizio Merli, Gino Santercole, George Anderson, Ninetto Davoli e altri. Arrivò pure Pier Paolo Pasolini, che da Roma ci mise quattro ore in macchina perché volle ammirare il paesaggio, cosa che rifece dopo cena facendo anche progetti su quel che si poteva fare in zona. Poi rientrò all'hotel in cui era stato alloggiato, come gli altri, ossia sul lungomare di Porto d'Ascoli, frazione di San Benedetto del Tronto. La fatidica partita fu giocata  il 14 settembre 1975 e vinsero per 4-2 i sambenedettesi (ma lo stesso giorno la vera Sambenedettese in Coppa Italia a Milano si beccò tre gol a zero con l'Inter).
Ma a perdere veramente fu San Benedetto del Tronto: il pubblico fu scarso e il regista se ne andò con elogi ma anche critiche al luogo, evidenziando la cementificazione a fini turistici. Comunque sia quella fu l'ultima partita di calcio di Pasolini, visto che poi fu ucciso. Forse, con più oculatezza e maggiore fortuna San Benedetto del Tronto avrebbe potuto avere un lancio turistico anche cinematografico, però è anche vero che allora il termine cineturismo manco esisteva. Per chiudere con Il vizio ha le calze nere, il film a San Benedetto del Tronto fu proiettato al Cinema Teatro Pomponi e nonostante il quasi anatema del parroco con potenziale minaccia di scomunica di chiunque fosse andato a vederlo, il pubblico fu numeroso e persino veemente, tanto che dovette intervenire la polizia.
In seguito in loco fu girato l'erotico Peccato senza malizia (1975) di Theo Campanelli. Racconta di Stefania, uscita dall'orfanotrofio per andare a vivere dal patrigno, che la violenta. Viene allora ospitata da Laura, lesbica, e infine si innamora di un giovanotto. Laura allora si suicida. Il film è quello che è. Entrambe le interpreti (di Stefania e Laura) ossia Jenny Tamburi e Francesca Romana Coluzzi, dopo una lunga carriera morirono – molto dopo – per tumore, a pochi anni una dall'altra. Altro film girato in loco è Mezzo destro mezzo sinistro - 2 calciatori senza pallone (1985), diretto da Sergio Martino, il film completo qui:

Questa commedia vale poco, però è guardabile, se proprio non si ha altro da fare, grazie al nutrito stuolo di caratteristi che vi appaiono, con protagonisti Gigi Sammarchi e Andrea Roncato. La trama è sullo sportivo andante, fra campi di calcio, avventure sessuali, belle donne e così via. Le location sono in buona parte di San Benedetto del Tronto: la spiaggia, il porto a ridosso dell'ingresso del Circolo Nautico e lo Stadio Riviera delle Palme. A proposito di calcio: a volte si cita come girato in loco anche L'allenatore nel pallone (1984), diretto da Sergio Martino e con protagonista Lino Banfi,, ma non corrisponde al vero. Nel film furono inserite solo immagini di repertorio filmate a suo tempo allo stadio di San Benedetto del Tronto per la partita tra la Samb e la Pistoiese.
L'anno dopo (quello in cui si svolge il tutto in realtà è l'Hotel International) ecco un'altra opera similare diretta da Martino e cioè la miniserie in due puntate Ferragosto OK, andata in onda su Mediaset, qui uno spezzone:

La solfa è la stessa, commediola neppure sexy ma ottimi caratteristi. Fra le belle donne c'è pure, più o meno vestita, Alessandra Mussolini, poi datasi anima e corpo alla politica. Se Ferragosto OK è una commedia, di certo non lo è il poliziesco Morirai a mezzanotte (1986), di Lamberto Bava, ambientato ad Ascoli Piceno ma con riprese pure a San Benedetto del Tronto, inclusi alcuni interni all’Hotel Sabbiadoro. Da segnalare fra le interpretazioni dei tanti attori finiti ammazzati nel film, ovviamente per finta, quella di Eliana Hoppe (all'anagrafe la milanese Eliana Miglio), la quale fu del tutto convincente nella parte dell'accoltellata. Difatti la lama retrattile del finto coltello di scena per un errore tecnico non rientrò del tutto, ferendola. Da segnalare la scena mitica (nelle intenzioni doveva essere impressionante e coinvolgente per lo spettatore...) dell'ennesima vittima che si difende dall'assassino armato di coltellaccio con uno sbattiuova elettrico, finché la spina non si stacca dalla presa, vedi qui

Loredana Romito e Leonardo Treviglio in Morirai a mezzanotte.

Dopo furono girate scene del meno che discreto Il grande Blek (1987), diretto da Giuseppe Piccioni e con Sergio Rubini, storia di ragazzi locali durante le vicissitudini sociali e politiche degli anni '60.  Il titolo fa riferimento alla passione del protagonista per i fumetti, ma ci si ferma lì. Nulla a che fare con il fumetto nato nel 1954 Il Grande Blek (anche Blek Macigno), che di sicuro con il suo grande successo durato due decenni raggiunse un pubblico ben superiore, toccando anche le 500 mila copie a numero. Poi fu la volta di Fate un bel sorriso (2000), commedia con solo alcune riprese a San Benedetto del Tronto e diretta da Anna Di Francisca, con Claudia Pandolfi, Carla Signoris, Enrica Maria Modugno e Giustino Durano. Seguì Come un ferro da stiro (2003), di genere legal thriller, diretto da Luigi Perelli e facente parte della serie televisiva Rai Un caso di coscienza. Oltre alle riprese (poche) fatte a San Benedetto del Tronto, le location riguardarono Ancona, Ascoli Piceno e Grottammare. In loco sono state girate anche scene di Mio papà (2014), diretto da Giulio Base e con protagonisti Giorgio Pasotti e Donatella Finocchiaro.
Tuttavia è un fatto che San Benedetto del Tronto – pluripremiata e principale località turistica delle Marche per numero di presenze – non abbia ospitato grandi film e neppure che siano stati numerosi. Qualcosa non ha funzionato e non funziona nelle Marche. Dello stesso parere è il notissimo sceneggiatore e produttore cinematografico Enrico Vanzina, insieme a suo fratello Carlo "re dei cinepanettoni". Per inciso, saranno pure cosiddetti e criticatissimi cinepanettoni, però hanno portato al cinema milioni di persone e reso popolari molte località turistiche. Enrico Vanzina nel 2013 dichiarava: "Tante bellezze poco sfruttate. Ed è un peccato, dato che godete di posti incredibili e i costi dell’operazione sarebbero ridotti. Le Marche non brillano in tal senso. La vostra Film Commission non ha mai avuto contatti con noi, non li ho mai visti. Se fossi assessore a San Benedetto del Tronto batterei questa strada. A San Benedetto avete una ricezione alberghiera pazzesca. Usufruitene. Pure le strade interne posseggono il loro fascino. Siete una piccola Miami, una realtà non concepita solamente per le vacanze".
San Benedetto del Tronto deve in parte il suo sviluppo turistico alla costruzione nel 1863 della linea ferroviaria adriatica e conseguentemente all'apertura dei primi stabilimenti balneari, che oggi sono molti e affiancati da diverse spiagge libere. Il notevole lungomare – centro della sufficiente movida serale estiva, che comunque pare Las Vegas se paragonata alle analoghe offerte di svago di città come Ancona – è ricchissimo di palme, diverse migliaia in tutto il paese, e questo ha fatto ribattezzare San Benedetto "Riviera delle Palme", denominazione poi estesa non solo a tutta la costa marchigiana che va da Cupra Marittima al fiume Tronto, ma anche a zone dove la riviera non l'hanno neppure per sogno, a meno che non s'intenda quella di fiumi, laghi e ruscelli. Mi riferisco al comune di Accumoli, sull'Appennino umbro-marchigiano, 1000 metri d'altitudine e a 55 km dal mare. Il motivo di questa scelta è dato dal volere fare conoscere, grazie al potente flusso turistico balneare, anche luoghi oggettivamente diversi quanto a caratteristiche ma altrettanto validi (almeno, così dicono i promotori). E' una strategia di promozione e valorizzazione che si espande sempre più. La stessa, per esempio, attuata dall'associazione albergatori di Finale Ligure nei confronti del bello ma poco fruito entroterra montano ligure. Certo però che, nel caso di Accumoli, stiamo parlando non di qualche chilometro dal mare ma di oltre 50 dalla "riviera"...

 

Locandine dei film girati in questa location

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