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Lignano Sabbiadoro

Lignano Sabbiadoro– fino al 1959 frazione del comune di Latisana – con le sue otto darsene da 5000 posti barca totali (il suo porto turistico per vastità è il più grande in Italia e tra i più prestigiosi in Europa), sei parchi tematici, le terme, una movimentata movida, moltissime iniziative ed eventi, riserve naturali e pluripremiata per le sue spiagge lunghe 8 km frequentate da circa 3,8 milioni di turisti l'anno. Un risultato raggiunto con un'ottima organizzazione – o meglio quasi, anche nel 2014 gli albergatori hanno lanciato accuse di scarsa efficienza alla società di gestione delle spiagge – e che ha basi risalenti a molto tempo fa, nonostante la zona non fosse così bucolica e ospitale. Basti pensare che all'inizio del '900 la penisola su cui sorgeva Lignano era ricoperta di fitti boschi, non era raggiungibile via terra ma solo in barca attraverso la Laguna di Marano (dal 2013 importante punto di allevamento di vongole veraci) ed era ricca di paludi ottime per gli animali, però malsane per gli abitanti per via della malaria. Fu solo con l'eliminazione negli anni '20 di quest'ultimo problema, grazie alle bonifiche, che cominciò lo sviluppo, con nel 1903 la costruzione del primo stabilimento balneare e del primo albergo. Trentadue anni dopo fu istituita l'Azienda di Soggiorno e Turismo e – a dimostrazione del fatto che anche allora c'era gente in gamba che credeva nel futuro – al nome Lignano fu aggiunto Sabbiadoro perché a livello d'immagine era valido e colpiva la fantasia dei turisti. In effetti, pensandoci bene, di sabbia fine e dorata è piena l'Italia, ma fu qui che si calcò un fatto comune quasi fosse una rara peculiarità. Comunque sia, nel 1938 la località aveva raggiunto i mille posti letto e oltre sessantamila presenze. Come già scritto, i turisti a Lignano Sabbiadoro ogni anno sarebbero milioni e milioni e francamente di primo acchito queste cifre parrebbero eccessive se si considera che nel 2013 le presenze turistiche in tutto il Friuli Venezia Giulia – ripeto, tutto, montagne incluse, e per i dodici mesi – sono state 7.703.000. Questo  però è spiegato dal fatto che Lignano Sabbiadoro accoglie quasi la metà di tutte le presenze turistiche della regione. Impossibile non notare – anche a chi non piace a causa di un ritenuto, eccessivo impatto visivo sulla spiaggia – la Terrazza a mare, inaugurata nel 1972 là dove ne esisteva una precedente dalla struttura molto meno avveniristica.

Nonostante le tante bellezze e l'organizzazione, Lignano Sabbiadoro non è stata molto utilizzata  come location di lungometraggi e fiction, anche se vi fu girato fin dal 1934, e con pochi mezzi, il breve Giornate di sole di Guido Galanti. Fra i pochi lavori girati in loco citiamo la pruriginosa commedia erotica, genere tanto in voga in quegli anni, La ragazzina (1974) di Mario Imperoli e con protagonista Gloria Guida, qui al suo primo film. La Guida all'epoca stava già tentando di farsi strada come cantante, tanto che nel 1972 partecipò alla manifestazione canora Un disco per l'estate e l'anno dopo la CBS, casa discografica con cui era sotto contratto, la candidò per il Festival di Sanremo. Tuttavia il brano non fu ammesso, forse a causa delle polemiche di quei giorni attinenti la tendenza di scegliere partecipanti in base non tanto alle doti canore quanto all'avvenenza caratterizzata da un trionfo di seni e cosce al vento. E Gloria Guida avvenente lo era senza dubbio, tanto che il regista Imperoli ne rimase colpito, facendola poi contattare, proprio vedendo la copertina del suo disco. Tale caratteristica dell'attrice è ben evidenziata nelle scene sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro, con in sottofondo la colonna sonora di Nico Fidenco. Del resto nel film, visto il genere, la Guida se non è in costume da bagno è coperta con minigonne ad altezza girocollo. Il film non andò male, e neppure la Guida poiché divenne fra le grandi interpreti della commedia erotica italiana. (Vedi qui il film completo):

Efficace la descrizione che ne diede quello stesso anno Claudio Quarantotto in un articolo de Il Borghese: "Ragazzona, più che ragazzina, bionda, con le sue cosciotte muscolose, il suo viso un po’ duro e ossuto, i gesti impacciati dell'adolescente che non sa ancora bene usare tutto il ben di Dio che le è stato regalato, la Guida è forse, più di tutte, una Lolita ancora nabokoviana. In lei, cioè nel suo personaggio, ingenuità e malizia si confondono, insieme ad amoretti che durano lo spazio di un amplesso e che sono subito seppelliti con un incosciente cinismo. Statuetta di carne, niente turba eccessivamente quella sua espressione di appagamento sensuale, naturale, che la isola dal mondo circostante, nel quale provoca soltanto guai. Meno bamboleggiante della Muti, meno programmaticamente sexy della Giorgi, è una specie di vikinga nostrana del genere acqua, sapone e perversione ed è l'unica in ogni modo che si distingua nel gruppo delle Lolite".

A proposito della Muti citata prima da Quarantotto, fu lei la protagonista di Estasi (1993), diretto da Maria Carmela Cicinnati e Peter Exacoustos e con location a Lignano Sabbiadoro oltre che a Venezia e Roma. C'è da dire che questo film ha qualcosa di misterioso, nel senso che non l'abbiamo visto, non abbiamo mai conosciuto qualcuno che l'abbia visto, non siamo mai riusciti a trovarne la trama e neppure siamo stati in grado di vederne almeno la locandina! Un suo spazio Lignano l'ebbe anche nella prima serie di Classe di ferro, fiction diretta da Bruno Corbucci e trasmessa da Italia1 nel 1989. Nell'episodio La licenza, andato in onda il 27 ottobre, difatti uno dei militari (la serie tratta di un gruppo di ragazzi in servizio di leva) si reca a trovare i genitori a Lignano Sabbiadoro e con alcuni commilitoni va in un parco acquatico del luogo. Anche il cortometraggio La penna di Hemingway (2011) di Renzo Carbonera, con Sergio Rubini, Christiane Filangieri, Cosimo Cinieri e Francesco Barilli, fu girato in loco con il contributo del comune di Lignano e della Friuli Venezia Giulia Film Commission.

Una scena di  La penna di Hemingway

La trama, fra storia e finzione, narra della giovane concertista Claudia (Christiane Filangieri), tornata a Lignano per il funerale del misterioso padre, di cui ha sempre saputo poco o nulla. Dopo le esequie però scopre degli indizi che, uniti ai vaghi accenni forniti da gente del luogo, la portano a supporre che il padre fosse nientepopodimeno che il famoso Hemingway, straordinario scrittore ma senza dubbio anche pessimo padre (nel cortometraggio, perché in realtà Hemingway era padre amorevole). Lo spunto del cortometraggio – tratto dall'omonimo racconto dello scrittore e giornalista Pietro Spirito, che collaborò alla sceneggiatura – parte dallavisita che realmente Hemingway fece a Lignano Sabbiadoro (e molto più frequentemente ai banconi dell'Harry's Bar e dell'Hotel Gritti di Venezia, essendo un bevitore incallito di alcolici) il 15 aprile 1954, definendola la "Florida d'Italia". Insomma, in quella giornata lo scrittore avrebbe lasciato il "segno" in loco, con relativa figlioletta in arrivo. Ovviamente è un romanzo, fantasia. Anche perché, pensandoci, pure chi scrive queste righe – pur non volendo neppure paragonarsi a cotanto autore – anni fa andò a Lignano Sabbiadoro, e si spera non venga inaspettatamente a citofonare qualcuna con pargoletto a fianco. Il regista Renzo Carbonera, originario di Lignano Sabbiadoro, spiegò: "Ho scelto di cimentarmi con questo corto per tre motivi: in primo luogo perché per me è un'ottima palestra per iniziare un percorso nel cinema di finzione. Anche se La penna di Hemingway parte dalla ricostruzione di un fatto storico, presuppone una preparazione diversa rispetto a quella richiesta da un documentario: è un'indagine sul campo, molto divertente, in cui si cercano location, comparse, scenografie, costumi. Inoltre con questo corto ho la possibilità per la prima volta di girare nel mio luogo d'origine. Infine grazie alla produzione e alla disponibilità di Sergio, Christiane, Cosimo e Francesco posso lavorare con un cast d'eccezione, cosa che non accade spesso quando si gira un cortometraggio".

Locandine dei film girati in questa location

Clicca per ingrandire le locandine

lignanosabbiadoro

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Location in Friuli Venezia Giulia

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