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Preone

Preone, che si trova in provincia di Udine, è un paese che vanta meno di trecento abitanti ed è situato a quasi cinquecento metri di altitudine nella Val Tagliamento, in quel territorio che appartiene già alla Carnia. Per la precisione, è il primo comune che si incontra, se si naviga sulle acque del Tagliamento, sulla sponda destra del fiume. Si tratta di un tipico, piccolo paese di montagna, estraneo al traffico e alla vita caotica delle città (basti l'esempio che dà un documento rilasciato dalla sede ARPA di Palmanova nell'agosto del 2013, nel quale si afferma che l'inquinamento acustico è praticamente nullo), immerso in un ambiente rimasto incontaminato e contrassegnato da una storia antichissima, testimoniata dagli innumerevoli fossili trovati nelle rocce del torrente Seazza, che scorre parallelamente a sud del fiume Tagliamento, con il paese che si trova nel mezzo di questi due corsi d'acqua. A rendere più caratteristico il posto, nello scenario geologico del territorio, è che Peone è adagiato su un promontorio che si affaccia sul Tagliamento, promontorio che è parte integrante di quelle che vengono definite le "Colline Carniche". D'altronde, osservando con attenzione il terreno ondulato sul quale è stato costruito il paese, ci si rende presto conto, come dimostrano gli studi geologici effettuati, che l'abitato è disposto su "terrazzi" che si sono formati dalle successive sedimentazioni ed erosioni del fiume. Qui, non solo gli anziani, ma anche i giovani del luogo parlano quello che gli etnologi e linguisti definiscono il "friulano carnico", ossia quello che è considerato il "furlan", il friulano più puro. E a proposito di anziani del luogo, quelli che ebbero modo di vivere da bambini i tragici eventi della Seconda guerra mondiale, ricordano ancora con sorpresa quando Preone, come altre località della Carnia, vide l'arrivo negli ultimissimi anni del conflitto, di manipoli di soldati cosacchi, alleati dei tedeschi, in sella non solo ai loro leggendari cavalli del Don, ma addirittura anche di alcuni dromedari!

Il polo culturale del paese è sicuramente il settecentesco Palazzo Lupieri situato nel cuore di Preone, tipico esempio di architettura carnica, che ospita il museo naturalistico "Preone, 200 milioni di anni" e il laboratorio didattico ad esso connesso. A proposito dello stile architettonico carnico, gli specialisti lo suddividono in cinque distinti esempi e quello che contraddistingue Palazzo Lupieri appartiene allo stile della Carnia Centrale a loggiati, che risente dell'influenza veneta ed è caratterizzato da una serie di ampi archi che formano appunto grandi loggiati e sottoportici, i quali non hanno esclusivamente una funzione decorativa ma servono o servivano, soprattutto in passato, anche ad accogliere le attività lavorative degli abitanti. Per gli appassionati del cinema (e ci torneremo tra poco), nella sala al primo piano di questa bellissima dimora sono state girate alcune sequenze del pluripremiato film La ragazza del lago (2007) di Andrea Molaioli. Inoltre, in questo palazzo nei mesi di luglio e agosto si svolgono diversi concerti musicali sia all'interno, sia nella corte esterna della magione.

Palazzo Lupieri.

Tra gli eventi folcloristici, si deve ricordare "Da Preone alla Valle", che si svolge nella prima domenica di agosto e che permette di avvicinarsi alla cultura del territorio attraverso una passeggiata fatta con una guida della Guardia Forestale tra i boschi e i prati, che si conclude invariabilmente con un pranzo organizzato dalla Pro Loco in uno stavolo (ossia la tipica costruzione rurale di montagna della Carnia), con piatti locali. Da menzionare anche il "Carnevale a Preone", che ha luogo l'ultima domenica di carnevale ed è un evento fortemente sentito che si tramanda da generazioni.

Ma torniamo a Palazzo Lupieri e al film in cui, come già accennato, sono state girate alcune sequenze, precisamente al primo piano: La ragazza del lago, opera prima del regista Andrea Molaioli e che si aggiudicò ben dieci David di Donatello, tre Nastri d'argento, due Globi d'oro e quattro Ciak d'oro. Questa pellicola – girata in otto settimane tra Udine, Moggio Udinese, Preone e il Lago di Fusine – ha come protagonista un poliziotto, il commissario Giovanni Sanzio (interpretato come al solito magistralmente da Toni Servillo), chiamato a indagare sull'omicidio di una studentessa e giocatrice di hockey, rinvenuta nuda sulle sponde dei laghi di Fusine, nei pressi di Tarvisio, quasi al confine con la Slovenia. Ben presto il commissario (dilaniato dal dolore nella vita privata, poiché la moglie, interpretata da Anna Bonaiuto, a causa di un disagio psichico non lo riconosce più) si rende conto che l'assassino non può che celarsi tra gli abitanti del villaggio dove abitava la giovane. Ma le sue indagini sono ostacolate dalla diffidenza, dai sospetti, dalle reticenze dei suoi personaggi, a cominciare dallo stesso padre della vittima (che ha il volto dell'attore Marco Baliani), dalla giovane coppia (interpretata da Fabrizio Gifuni e Valeria Golino) alla quale la ragazza faceva da babysitter per il loro figlioletto fino al suo fidanzato e all'allenatore di hockey.

Per comprendere meglio le dinamiche e il messaggio che vuole trasmettere questo giallo raffinato, bisogna sapere che è tratto dal romanzo Lo sguardo di uno sconosciuto della scrittrice norvegese Karin Fossum e che la scelta di ambientarlo in Friuli (oltre che a Preone, le location sono state quelle dei laghi di Fusine, nonché Udine e Moggio Udinese) dipese dal fatto che le atmosfere rarefatte, fredde, lucide, immerse in una natura meravigliosa e incontaminata del romanzo si sposavano perfettamente con i luoghi di questa regione.

Francesca Cima e Nicola Giuliano, titolari della Indigo Film, produttrice del film, in seguito dichiararono: "Il romanzo di Karin Fossum in realtà è ambientato nel Nord Europa e allora la prima domanda che ci siamo posti era dove trovare un fiordo norvegese in Italia... La Carnia e la provincia udinese, fino a oggi, sono state poco frequentate dal cinema e, così, ci sembravano perfette per dare il senso di quell'ambientazione nordica e rarefatta del libro cui il film è stato ispirato. Dal punto di vista logistico si tratta di zone abbastanza scomode: sono luoghi dove non capiti per caso, ma devi andarci appositamente, il che crea non pochi problemi di trasporto. Per noi, però, erano perfetti, perché comunicavano quella pulizia e quel senso di vuoto di cui avevamo bisogno. La rarefazione abitativa di Moggio Udinese, per esempio, ci ha obbligato a rendere più vivo un paese che, di fatto, non lo è. Abbiamo messo piante dove non c'erano e abbiamo utilizzato altri piccoli trucchi per dare il senso di uno spazio abitato. Dalla Friuli Venezia Giulia Film Commission, con cui ci siamo trovati molto bene, abbiamo ricevuto un contributo di 85.000 euro ma ne abbiamo spesi in Friuli circa 450.000. Non è una questione di soldi: il denaro ricevuto per La ragazza del lago è lo stesso che spendi in alberghi, diarie e trasporti. In cambio, però, hai l'opportunità di lavorare in luoghi vergini che ti aiutano nel realizzare il tuo prodotto. Riesci perfino a formare delle persone. La gente che abbiamo ritrovato su La ragazza del lago, dopo Apnea (altro film da loro prodotto nel 2005 ma uscito nelle sale nel 2007 NdA) era certamente molto più brava di quanto fosse quando l'avevamo conosciuta per il primo film. E' un modo per trovare nuove immagini per il nostro cinema e al tempo stesso sfuggire dall'inferno di Roma dove tutti quanti ti danno contro quando fai un film. In più puoi lavorare sei giorni alla settimana anziché cinque. E', però, soprattutto la verginità del territorio a convincerti in questo tipo di lavoro: mentre a Roma sei legato a determinate location, altrove, invece, puoi spingerti un po' oltre e cercare nuove ambientazioni. La motivazione numero uno è quella di cercare gli spazi giusti per il film, con luoghi interessanti. La considerazione economica, per quanto importante, viene dopo".

Anche i dintorni di Preone meritano una visita e, al di là delle passeggiate turistiche che si addentrano tra prati e boschi, assolutamente da non perdere sono le cascate del torrente Arzino, che nasce dal Monte Valcalda e che già a pochi metri dalla sua sorgente, a causa di un brusco cambio di pendenza, vede le sue acque scorrere violentemente a valle dando origine, appunto, a una serie di cascate. Questi salti d'acqua, circondati da incantevoli faggete, si alternano ad ampie vasche di erosione e a profonde pozze. Le cascate possono essere raggiunte percorrendo una breve e comoda stradina forestale, che prende il via proprio all'inizio della Valle di Preone.

 

A proposito della Valle di Preone, anche questa è una meta da visitare, visto che si tratta di un'incontaminata sella naturale coperta da un grande prato costellato da una trentina di stavoli disseminati tra i pendii.

 

E per gli appassionati di reperti e costruzioni militari, non bisogna dimenticare la Postazione Militare n° 1 del Vallo Alpino, che è stata salvaguardata e ristrutturata nel 2011 in quanto patrimonio dell’architettura fortificata. Questo sbarramento militare del Vallo Alpino fu collocato nella zona che vedeva la confluenza tra il fiume Tagliamento e il torrente Lumiei negli anni Quaranta dello scorso secolo. Prima di questa recentissima ristrutturazione l'opera fortificata era praticamente invisibile e si presentava come un semplice avvallamento del terreno, gialla in inverno e verdissima in primavera, occultata da una fitta vegetazione e conservata sottoterra. Come si può vedere, oltre al ripristino delle strutture murarie interne e alla protezione e recupero delle pareti esterne, sono stati attuati interventi mirati per permettere la visita del sito al pubblico in tutta sicurezza, dotando i camminamenti interni di corrimano, illuminando adeguatamente le vie d'esodo, ripristinando le porte (che sono state realizzate secondo i disegni dell’epoca) e facendo altri interventi informativi e rievocativi per dare modo di conoscere la storia di questa fortificazione militare.

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Location in Friuli Venezia Giulia

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