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Montechiarugolo

Montechiarugolo è un comune della campagna parmense con un'illustre storia, difatti con il nome di Contea di Montechiarugolo fu un piccolo stato sovrano dal 1456 al 1612. Includeva nei propri domini anche la signoria del feudo di Casei Gerola. La Contea nacque dalla separazione della Contea di Guastalla, avvenuta tra il Conte Cristoforo Torelli e il fratello Pietro Guido I Torelli. Quest'ultimo divenne il primo Conte di Montechiarugolo, ma il più famoso fu Pomponio, uomo di cultura e in particolare poeta e commediografo. Di stampo diverso fu suo figlio Pio Torelli, avuto da Isabella Bonelli (nipote di papa Pio V), il quale partecipò a una congiura contro i Farnese, fu scoperto e decapitato in men che non si dica. I beni della famiglia, castello incluso, furono confiscati. Montechiarugolo oggi è formato da diverse frazioni, di cui quella di Monticelli è nota grazie alla scoperta delle acque termali nel 1926, tanto che il nome divenne Monticelli Terme. Attira decine di migliaia di turisti l'anno che vanno a curarsi con queste calde acque salate, vedi qui:

Il paese, a parte alcune ville settecentesche private e non visitabili, ha l'unica altra importante attrazione turistica nello splendido castello (altri edificati in loco sono ormai ridotti a pochi resti) di Montechiarugolo, nell'omonima frazione. Il castello fu costruito, sulla riva sinistra del torrente Enza, sui resti di una fortificazione duecentesca distrutta nel 1313. Come tutti i castelli ha molti aspetti che i più non notano ma che un tempo facevano la differenza, nel bene e nel male. Per esempio, il maniero del '400 fa parte di quella schiera di castelli e rocche detta del periodo di transizione. Mura e torri alte, prima valide per contrastare le macchine da lancio e assedio medievali, si dimostrarono troppo esposte e vulnerabili alle potenti bombarde e altre bocche da fuoco sempre più messe in campo dagli assedianti e allora – visto che non si potevano abbassare – le si ispessì, arrivando allo straordinario spessore di ben 5 metri ancora esistenti in quello di Montechiarugolo, dotandole di postazioni per armi da fuoco. Da qui l'indicazione del periodo di transizione, un passaggio da un'epoca a un'altra, da una necessità all'altra, cercando di mantenere operativo quel che c'era, vedi qui:

C'è da dire che, superate le mura esterne, si accede alla parte gentilizia rinascimentale, quella rappresentata proprio dal citato prima Pomponio Torelli (1539-1608), principale ispiratore dei cicli pittorici contenuti nel castello, che colpisce immediatamente il visitatore: il Salone delle feste, dal soffitto con alte volte a crociera, e lo splendido ciclo di affreschi; la Camera Antica, con un altro pregevole ciclo pittorico con grandi figure allegoriche, putti e angeli cariatidi attribuibili alla complessa figura di Cesare Baglione; la Sala dei Quattro Elementi o delle Sirene, dalle grandi tele a tempera eseguite da Domenico Muzzi nella seconda metà del '700 e raffiguranti L'Acqua, l'Aria, la Terra e il Fuoco. Queste tele provengono dalla Reggia di Colorno e furono acquistate alla fine dell'800 da Antonio Marchi, antenato degli attuali proprietari; la Camera di mezzo, con un affresco ritenuto il capolavoro pittorico del castello; il Loggiato affrescato, collegato a tutte le quattro grandi sale disposte lungo il lato orientale del castello e che dà sul parco dell'Enza in cui si facevano grandi battute di caccia al cinghiale (e i cinghiali in zona ci sono pure oggi); il Cortile d'Onore, al quale si accedeva con un ponte levatoio poi sostituito da uno fisso in muratura; il Castellazzo, dal giardino abbellito da piante di rose e peonie; i suggestivi Camminamenti di ronda coperti, non accessibili al pubblico, che ben rappresentano la filosofia difensiva dell'epoca, con una prima cinta di mura, poi una seconda e infine la rocca e il mastio.

Una delle sale del Castello di Montechiarugolo

Insomma, nel castello di Montechiarugolo c'è tutto, bellezza, arte e storia. Storia anche drammatica e tragica, e persino misteriosa visto che il maniero sarebbe infestato dal fantasma della Dama Bianca, che apparirebbe ogni tanto. Si dice venisse chiamata anche Fata Bema e avrebbe tanto di storia: arrivata da chissà dove a Montechiarugolo, durante una visita che il duca Ranuccio I Farnese fece ai conti Torelli (Ranuccio fu proprio quello che il 19 maggio 1612 fece decapitare l'ultimo conte di Montechiarugolo, Pio Torelli...) la donna si offrì di leggergli la mano, com'era solita fare ai vari signorotti e popolani che incontrava. Però cascò male poiché Ranuccio, che aveva terrore dell'occulto, ordinò immediatamente di arrestarla facendola imprigionare nel carcere della Rocchetta. Si dice che Bema sia riuscita infine a fuggire, sempre braccata dagli sgherri del duca. Morì a Montechiarugolo ed era tanto ben voluta dalla gente che fu accolta al castello anche da morta. Anzi, la sua mummia è ancora lì, visibile in una teca di vetro. Quando non è lì dentro lo spirito girovagherebbe per il castello apparendo in particolare alle giovani donne alla vigilia delle nozze al fine di istruirle sulla futura vita coniugale. A dire il vero lo spettro avrebbe avuto anche un ruolo infausto, anzi da menagramo, tanto che quando uno della famiglia Torelli lo vedeva, tempo tre giorni era belle che morto. Difatti del fantasma così avrebbe scritto il cronista parmigiano Leonardo (Leone) Smagliati il 6 settembre 1528: "A 6 settembre mercore, morì il conte Francesco Torelli , in lunedì a hore 12… e gli aparsi una donna vestita di bianco, come aparea a tuti questo Torelli, a ninciarli la morte: e così aparea a piccoli e grandi di tal casa, et era una dona di sua gente che feison morire a torto è pregò la Madona di aparerli avanti la morte a tuti, e così facea…A 7 settembre la sira da un'hora di notte fu portato il conte Francesco a Monte Chierucullo…. E fu sepelito A Monte Chiarucullo". Certo, bisognerebbe capire come abbia fatto Smagliati a scrivere ciò nel 1528, quando lui morì quattro anni prima, nel 1524... Forse quando lo fece era pure lui un fantasma, magari senza accorgersene. Comunque sia per prudenza gli attuali castellani della famiglia Marchi, anche se di cognome non fanno Torelli, evitano di passare nelle notti del 19 maggio sugli spalti, dove il fantasma apparirebbe puntuale come le tasse. Ma parrebbe un eccesso di cautela in quantola Dama Bianca, o Fata Bema che dir si voglia, sarebbe solo una presenza triste e riservata, un po' come lo spettro interpretato dal grandissimo Charles Laughton del film Il fantasma di Canterville (1944, The Canterville Ghost), diretto da Jules Dassin, vedi qui uno spezzone:

Il castello – perfettamente conservato, visitabile e disponibile per matrimoni, banchetti, convegni e servizi fotografici – è anche location cinematografica e televisiva. Vi furono fatte riprese de I Borgia (titolo originale, Borgia), co-produzione internazionaletelevisiva di successo andata in onda su Sky Cinema, creata daTom Fontana e diretta – per i 38 episodi delle tre stagioni 2011-13 – da Oliver Hirschbiegel, Metin Hüseyin e Thomas Vincent.

Una scena de I Borgia

Fra gli interpreti principali de I Borgia – da non confondere con l'omonima serie (The Borgias, 2011-13) trasmessa in Italia da La7 – John Doman, Mark Ryder, Isolda Dychauk, Stanley Weber e Diarmuid Noyes figurano anche gli italiani Marta Gastini, Valentina D'Agostino e Alessio Vassallo. Le riprese riguardarono oltre 200 location, di cui una parte italiane come appunto il castello di Montechiarugolo. Piazza San Pietro e la Cappella Sistina furono ricostruiti nei Barrandov Studios di Praga. Sono state utilizzate oltre 4000 comparse, 95 attori, 400 cavalli e 130 persone della troupe presenti ogni giorno sul set. (Vedi qui un trailer:

Le mura esterne

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Location in Emilia Romagna

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