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Sorrento

Sorrento dà il nome alla Penisola Sorrentina, a sua volta suddivisa in costiera sorrentina (a nord, sul Golfo di Napoli) e costiera amalfitana (a sud, sul Golfo di Salerno). E' giustamente famoso nel mondo per diversi motivi e uno di questi è la canzone Torna a Surriento. La sua nascita merita di essere raccontata, però ci sono due versioni, una vera e l'altra no. Cominciamo da quella non vera, che è la più diffusa e pare una fiaba: nel 1902 il sindaco della città commendatore Guglielmo Tramontano, nonché titolare dell'omonimo hotel, seppe dell'arrivo del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Zanardelli. Anzi, Zanardelli alloggiò proprio lì. Tramontano, da buon sindaco, approfittò dell'occasione per chiedergli più volte di aprire un ufficio postale in città, a dire il vero infastidendo il presidente. Capita l'antifona, Tramontano decise allora di dedicargli una canzone e incaricò all'uopo l'amico Giambattista De Curtis, pittore e decoratore dalle mille doti che sapeva come toccare il cuore delle persone. Ci voleva però una canzone particolare, coinvolgente. Giambattista e suo fratello Ernesto ne avevano una già pronta dal 1894 e si limitarono in poche ore a riadattarla per l'occasione. Al momento della partenza di Zanardelli la suonò un'orchestra e il presidente ne fu toccato nell'animo, concedendo l'agognato ufficio postale alla città.

Ciò che accadde veramente è un po' diverso: il presidente Zanardelli aveva già a cuore lo sviluppo del Meridione e per questo motivo decise di visitarlo per conoscere di persona la situazione. In tal senso aveva programmato un viaggio in Basilicata ma espresse il desiderio di farlo precedere da una visita a Capri e Sorrento. La sua visita pertanto era attesa. Il 15 settembre 1902, alla sera, arrivò a Sorrento fra ali di folla inneggianti, luminarie e lanci di fiori, fino a raggiungere l'Imperial Hotel Tramontano. Lì, durante la cena con le autorità non solo campane, la signorina Maria Cappiello, alunna del Conservatorio S. Pietro a Majella, cantò varie canzoni, fra cui per la prima volta Torna a Surriento. Il commendator Tramontano non approfittò affatto dell'occasione per chiedere più volte a Zanardelli di aprire un ufficio postale in città. Anzi, durante la cena in qualità di sindaco ringraziò il presidente per l'onore della visita e disse: "Io non farò stasera allusioni a questioni amministrative o politiche. È troppo laboriosa e piena d'inquietudine e di pensieri la sua vita, perché io venga a turbarla con accenni ai bisogni delle nostre popolazioni. Noi desideriamo, invece, che Ella apprezzi tutta la bellezza della nostra contrada e la bontà dei suoi abitanti. Ringraziando tutti, spero che il tempo non cancellerà in voi il ricordo di Sorrento".

Che non ci fosse stata alcuna improvvisazione da parte di Tramontana – addirittura nello spazio di ore, come si dice – è dimostrato dal fatto che alla cena del 15 settembre fosse già pronta e stampata per i presenti una cartolina con dedica "a S.E. il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Zanardelli" e il testo della canzone cantata da Maria Cappiello. Difatti Torna a Surriento era stata scritta da Giambattista De Curtis e musicata dal fratello Ernesto già nel 1894, ma era praticamente rimasta chiusa in un cassetto. Fu "riesumata" e adattata dai De Curtis per l'occasione, pur con largo anticipo, su idea di Tramontano. Difatti Giambattista De Curtis lavorava da anni come decoratore proprio in quell'hotel e inoltre, divenuto amico di Tramontano, fece da precettore ai suoi figli e nipoti. Al presidente Zanardelli la canzone era piaciuta tanto che il giorno dopo (impiegato in visite istituzionali per la città), prima di partire per Napoli, chiese e ottenne che venisse ricantata dalla Cappiello. Del resto il bresciano Zanardelli, che era uno di quelli che aveva fatto l'Italia in battaglia prima e in politica dopo, era ligio ma non insensibile. E stava morendo per un brutto male. Si congedò definitivamente dalla scena politica, dando le dimissioni da Primo ministro, il 3 novembre 1903 e morì appena un mese dopo. Per chiudere, sarà bene ricordare che al cognome De Curtis è legato non solo Torna a Surriento ma pure di Non ti scordar di me, Duorme Carmé, Voce 'e notte, Tu ca nun chiagne e Mandulinata. Così nacque Torna a Surriento, ufficialmente pubblicata con diritti d'autore nel 1905. La prima registrazione, in giugno, fu interpretata dal tenore Mario Massa. (Vedi qui:

Da quel momento fu interpretata da grandissimi cantanti come, giusto per indicarne solo alcuni, Tito Schipa, Beniamino Gigli, Ferruccio Tagliavini, Elvis Presley, Dean Martin, José Carreras, Plácido Domingo, Luciano Pavarotti, Meat Loaf, Giuseppe Di Stefano, Andrea Bocelli e Giuni Russo. Solo la versione di Elvis Presley del 1961, riadattata da Doc Pomus e Mort Shuman e intitolata Surrender, vendette cinque milioni di copie. (Vedi qui:

Qualche curiosità: il grandissimo tenore Enrico Caruso la cantò a Doroty quando le dichiarò il suo amore; Beniamino Gigli la teneva costantemente nel suo repertorio, specie nelle tournée nelle quali il suo partner fisso al piano era proprio Ernesto De Curtis, autore della musica; la canzone per cento anni ha fatto il giro del mondo, tradotta in tutte le lingue (occidentali e orientali); in Estremo Oriente è tanto nota che fu suonata quando il Presidente della Repubblica Sandro Pertini andò in visita ufficiale in Cina; all'inizio degli anni '80 il ministro degli Interni della Corea del Sud, in visita a Sorrento, dichiarò di aver sempre desiderato visitare Sorrento, la cui canzone era stata da lui appresa nelle scuole elementari. Giambattista ed Ernesto De Curtis, Giuseppe Zanardelli, Guglielmo Tramontano, ognuno più o meno, in un modo o nell'altro, fu partecipe della nascita di un'immortale canzone che, venduta in decine di milioni di copie e cantata in tutto il mondo per oltre un secolo è stata ed è il più potente spot pubblicitario di Sorrento. A proposito, vi domanderete come Sorrento ricordi il commendator Tramontano, fautore del lancio della canzone nel mondo. Gli avranno dedicato, una piazza, una strada, un giardinetto pubblico? Magari un lampione? No, niente. Eppure era uno dei grandi uomini di un tempo, ed è bene citarlo affinché i giovani sappiano che l'Italia è ben altro rispetto a quel che purtroppo ci hanno abituato a vedere le cronache.

Il primo lungometraggio con scene anche a Sorrento fu il muto Le avventure di Robinson Crusoè (1922), pruzione italo-francese diretta da Mario Gargiulo e Gaston Leprieur e interpretata da Lucio Mario Dani, Claude Mérelle, Armand Numès. Seguì La suora bianca (1923, The White Sister), diretto da Henry King e con protagonisti Lillian Gish e Ronald Colman (successivamente entrambi premi Oscar). La trama è di quelle che non tirano su il morale: pur erede di una grande proprietà, Angela dopo la morte del padre non si ritrova il becco di un quattrino a causa degli intrighi della sorellastra. Non solo, Giovanni, il suo fidanzato, parte per la guerra in Africa, promettendole però di sposarla al suo ritorno. Ma dopo poco Angela viene a sapere che è morto e allora, disperata, entra in convento. In realtà, Giovanni mica è morto, ritorna in patria e va a cercare la fidanzata. Ma quella decide, già che c'è, di rimanere suora, alla faccia del grande amore. Giovanni ovviamente la prende male ma per poco, visto che in seguito... muore durante un'eruzione del Vesuvio. Il soggetto del film – già portato sullo schermo nel 1915 con lo stesso titolo da Fred E. Wright – è tratto dal romanzo di Francis Marion Crawford, che visse e morì nel vicino comune di Sant'Agnello. Le location, oltre che Sorrento, riguardarono Capri e Tivoli.

Un'opera che ha reso celebre il panorama costiero di Sorrento è Pane, amore e... (1955) diretto da Dino Risi. Questo film fu preceduto da Pane, amore e fantasia (1953) e Pane, amore e gelosia (1954) entrambi di Luigi Comencini e seguito da Pane, amore e Andalusia (1958) di Javier Setó e È permesso maresciallo? (Tuppe-tuppe marescià), 1958, di Carlo Ludovico Bragaglia. In tutti, tranne l'ultimo, il protagonista maschile è Vittorio De Sica. Oltre al clima di festa che è sotteso a tutto il film, il vero punto di forza di Pane, amore e..., come lo stesso Dino Risi avrà modo di notare, è nei caratteri ben decisi dei protagonisti, primo tra tutti Vittorio De Sica. Questi interpreta il maresciallo sciupafemmine Carotenuto che, una volta ritiratosi in pensione, ritorna nella sua Sorrento per ricoprirvi il ruolo di comandante dei vigili urbani. Accolto dal fratello, don Matteo (Mario Carotenuto), apprende con disappunto che non potrà alloggiare nella casa natia dal momento che questa è occupata da una giovane vedova, un'esplosiva pescivendola detta "la smargiassa", interpretata da una Loren nel massimo splendore. (Vedi qui:

Il maresciallo, dunque, è costretto ad alloggiare in pensione nella casa della pure piacente ma bacchettona Donna Violante Ruotolo (Lea Padovani), ma succube del fascino della smargiassa non solo le prorogherà il contratto d’affitto, ma promuoverà agli esami per vigile urbano un giovane raccomandato dalla bella vedova, ossia Nicolino (Antonio Cifariello). Quest'ultimo è il vero amore della pescivendola che in un primo momento sembra gradire le attenzioni del maresciallo, ma gli preferirà, infine, il giovane spasimante. Carotenuto, vessato continuamente dai commenti sardonici di un'impagabile governante, Caramella alias Tina Pica, si dedicherà dunque, per sopravvivere alla delusione, alla piacente Donna Violante. Fra le location del film ci furono piazza San Pietro a Castel San Pietro Romano (Roma) e Sorrento. Là dove la bella pescivendola tenta d'ingraziarsi il comandante Carotenuto con una cesta di pesce è via Sopra le Mura, a Sorrento.

Una serie di riprese del film sono ovviamente dedicate al mare, e i punti di vista sono tanti: dalla barca, dalla passeggiata sul lungomare, dall'alto delle scale. Il mare è continuamente in gara con la bellezza della Loren a cui fa spesso da cornice e alla quale pare cercare di sottrarre ammiratori. Pure Marina Grande – location anche dell'episodio con Monica Vitti, premiata con il David di Donatello, nel film a episodi Le quattro verità (1962) di Alessandro Blasetti – e Marina Piccola si contendono le scene: una con il suo alveo piccolo e accogliente, quasi alcova, l'altra che invita alla passeggiata tra le reti da pesca. A pavimentare la strada ancora i ciottoli di allora, schiariti dal sale marino e dal tempo. È possibile noleggiare barche di diverso tipo, a motore, a remi, con o senza marinaio e godersi dal mare la bellezza della costa. Le scene più belle girate in interni furono realizzate nell'imponente Villa Giuseppina a Meta di Sorrento, detta pure Villa Cosenza, di scuola vanvitelliana ed edificata nel 1739. Fu il set privilegiato per le scene con protagonista Tina Pica. Non è visitabile poiché negli anni '70 fu divisa in appartamenti, venduti a privati. L'interno del municipio di Sorrento, invece, fu utilizzato come set per le riprese con De Sica e la Loren che andava a trovare il maresciallo sul luogo di lavoro. All'inizio il film venne accolto dalla critica con molta sufficienza, ma ebbe subito uno straordinario successo di pubblico. Pane, amore e… nel 1956vinse due David di Donatello – Migliore produttore a Goffredo Lombardo, Migliore attore protagonista a Vittorio De Sica. Il successo di pubblico fu notevolissimo e il film, anche vedendolo oggi a distanza di tanti anni, dimostra di essere sempre attuale e piacevolissimo. (Qui il film completo:

Come Dino Risi ricordò in un'intervista: "Nei mesi in cui fu girato Pane, amore e… Sorrento aveva ancora un sapore antico, c'erano in giro poche automobili ma tante carrozze per turisti, con festoni, limoni, arance; i gruppi di ballerini di tarantella che si esibivano negli alberghi; un clima vitale, sensuale ed allegro, sia sul set che fuori, quando tutti più o meno si dedicavano all'acchiappanza, ossia alla caccia delle straniere". Quest'atmosfera esiste ancora, in particolare nella piazzetta di Marina Grande che conserva, oltre ai pescatori e alle cabine di legno colorate in tinte pastello, pure le originali spremute di limoni ed arance, con gli agrumi disposti in bella mostra sui banconi degli acquafrescai, le cui bancarelle tante volte si vedono sullo sfondo nelle scene del film. Tra le attrazioni della costiera vi è sicuramente anche quella della "Sorrento by Night" che costò allo stesso Risi una mattina di riprese. Il regista, infatti, non aveva sentito la sveglia e, destato grazie al bussare insistente di un addetto alla produzione, lasciò trafelato l’Hotel Tramontano nel quale alloggiava e che si trova nella parte alta della città. Fece di corsa le scale che portano da un lato all'altro di Sorrento per raggiungere il mare, dov'era allestito il set, e vi trovò De Sica che dirigeva le riprese al suo posto. Sedutosi accanto a De Sica si sentì dire: "Continua tu". E poi in un orecchio: "Bella la svedesina di ieri sera, eh! Beato Te!". La Loren partecipò pure a due discreti, e forse meno, film girati anche in zona e cioé Qualcosa di biondo (1984) di Maurizio Ponzi e Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004) di Lina Wertmuller.

In loco furono girati anche film stranieri, inclusi quelli tedeschi come Malata d'amore (1951) di Rolf Hansen, Vergiss wenn Du kannst (1956) di Hans H. König, Italienreise - Liebe inbegriffen (1958) di Wolfgang Becker, Warnung vor einer heiligen Nutte (1971) di Rainer Werner Fassbinder, Die gelbe Nachtigall (1975) di Franz Antel, Italienische Karriere (1980) di Klaus-Peter Fischer, Das schönste Geschenk meines Lebens (2003) di Olaf Kreinsen. Sorrento fu una delle location de Il Decameron (1971), film scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini e ispirato dal Decameron, opera di 100 novelle scritta nel XIV secolo da Giovanni Boccaccio. Da notare che il Decameron di Boccaccio nel XVI secolo fu inserito fra i libri proibiti dalla Chiesa, la cui longa manus allora era la feroce Santa Inquisizione. Ebbene, Pasolini finì pure lui nelle grinfie della censura con il film ispirato all'opera, tanto da finire sotto processo. Tuttavia fu assolto. Ovviamente ciò non significa affatto che il film debba piacere e anzi larga parte degli spettatori italiani sta lontana da Pasolini e dalla maggioranza dei suoi film manco fosse l'Agenzia delle Entrate. (Vedi qui il film completo:

Come capitato in altre località per alcuni film, anche Sorrento è stato citato come ambientazione ma le riprese in effetti sono state girate altrove. Per esempio, Un turco napoletano (1953), diretto da Mario Mattoli e con Totò protagonista, in realtà girato quasi tutto in un teatro di posa, e le poche scene in esterno a San Felice Circeo. C'è da dire che il film è scorrevole, piacevolissimo e interpretato perfettamente da una sfilza di bravi attori che non si possono non citare: Carlo Campanini, Mario Castellani, Aldo Giuffré, Enzo Turco, Isa Barzizza, Giacomo Furia. Qui il film completo:

Alcuni scorci di Sorrento li si vede in Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? (1972, titolo originale Avanti!), bella commedia sentimentale ambientata in Italia, diretta dal grande Billy Wilder e con protagonisti Juliet Mills e Jack Lemmon, quest'ultimo premiato l'anno dopo con il Golden Globe. (Vedi qui il film complet:

Le seduttrici (2004, A Good Woman), diretto da Mike Barker e con protagoniste Scarlett Johansson e Helen Hunt, è ambientato ad Amalfi, ma le location riguardarono anche Atrani, Ravello, Cinecittà a Roma e, appunto, Sorrento. Sempre qui ci furono riprese del film ucraino Delirium (2013) prodotto e diretto da Ihor Podolchak e poi di Love Is All You Need (2012, Den skaldede frisør) con protagonisti Pierce Brosnan e Trine Dyrholm e diretto da Susanne Bier, premio Oscar al Migliore film straniero nel 2011 con In un mondo migliore. Le riprese di Love Is All You Need riguardarono, oltre a Copenaghen, anche Napoli e Sant'Agnello (l'agrumeto). E' una commedia romantica ambientata a Sorrento che racconta della parrucchiera Ida (Trine Dyrholm), appena uscita dalla chemioterapia e che si innamora, ricambiata, del padre (Pierce Brosnan) del futuro sposo di sua figlia. La regista danese disse: "Credo di essere una persona molto romantica. C'è sempre stata una distanza tra quello che il pubblico si aspetta da me come regista e quello che realmente sono. E penso che Love Is All You Need accorci questa distanza. Mi sembrava naturale ambientare il film a Sorrento. Non credo potrei ambientare in Danimarca una storia come questa. Una commedia magari sì, ma niente di così romantico". Sorrento fu location anche di diverse scene del film televisivo Lucrezia Borgia (1994) di Tonino del Colle, nonché delle fiction Capri trasmessa nel 2006 su Rai1, Tutti pazzi per amore (2008) di Rai1, Un posto al sole (2012) di Rai3 – vi si vedono Marina Grande, piazza della Vittoria, piazza Tasso (lo scrittore Torquato Tasso nacque a Sorrento), la Villa Comunale e il porto – e Caruso, la voce dell'amore (2012) di Rai1.

Di particolare bellezza L'Area naturale marina protetta Punta Campanella, che si estende su una superficie di mare di oltre 1500 ettari racchiusa fra il comune di Massa Lubrense e quello di Positano (includendo Piano di Sorrento, Vico Equense, Sorrento e Sant'Agnello), per una lunghezza costiera di circa 40 km.

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