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Castel Volturno

Castel Volturno ha 25 km di costa, ma del paradiso di spiaggia e mare che dev'essere stato un tempo, tranne pochi punti, si è ormai perso il ricordo. Il Villaggio Coppola è un quartiere di Castel Volturno, edificato a fini turistici negli anni '60 dalla famiglia di costruttori Coppola. Conosciuto anche col nome di Pinetamare, ambiva a divenire un'oasi abitativa fornita di qualunque comfort. L'abusivismo edilizio fu incredibile, tanto che alla fine le autorità (che evidentemente parrebbe non si fossero accorte, diciamo così, di quanto stava accadendo nel corso degli anni) intervennero con requisizioni e condanne. Le otto torri, alte dodici piani e considerate da alcuni il vanto del plesso ma che in realtà erano peggio di un pugno in un occhio vedendole lungo la linea costiera, furono abbattute. Nel 1967 Villaggio Coppola fu teatro del film Stasera mi butto, diretto da Ettore Maria Fizzarotti.

Si tratta di un musicarello, dalla trama conseguentemente assai fragile e basato sulla famosa canzone di successo di Rocky Roberts, appunto Stasera mi butto, poi sigla dell'omonimo programma televisivo Rai del sabato sera. Protagonista del film, oltre a Roberts, Lola Falana, che crea una serie di siparietti con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e con la partecipazione di Nino Taranto (che poi acquistò una villa in zona), Marisa Sannia, Enzo Cannavale e a completare il cast un giovanissimo Giancarlo Giannini, Enrico Montesano ed Enrico Viarisio. Sono soprattutto la spiaggia e il complesso di Pinetamare a essere inquadrati, con il mare ancora pulito e la bellezza della spiaggia ben attrezzata che fanno stringere il cuore se paragonati a quello che resta oggi del posto. Il successo di Stasera mi butto diede il via a un vero e proprio filone di pellicole girate a Pineta Mare, allora località di riferimento per il turismo regionale campano. Funzionò per oltre un decennio, grazie anche alla presenza più o meno continua di personaggi dello spettacolo come Caterina Caselli, Rita Pavone, Gianni Morandi, Teddy Reno, Carlo Croccolo e tanti altri famosi attori e cantanti. La prima mazzata per il turismo fu la decisione da parte della Regione Campania di trasferire gli sfollati del terremoto del 1981, soluzione ritenuta temporanea ma calata su un'area sprovvista di servizi adeguati. Tuttavia i film continuarono a esservi girati ma trattavano di situazioni squallide e povere, come quelle che avevano come interpreti Mario Merola, Nino D’Angelo e Mario Da Vinci.

Del 2002 è L'imbalsamatore. La trama riprende la vicenda realmente accaduta di Domenico (Peppino) Semeraro, tristemente conosciuto come "Il nano di Termini", e racconta i travagliati istinti di un uomo che si danna per il non corrisposto amore di un ragazzo prestante e molto giovane. Le scene che, come dicevamo, sottendono degrado morale e condizioni precarie di vita sono volutamente centrate nel contesto di periferia urbana cadente e trascurata propria del Villaggio Coppola. I protagonisti sono Ernesto Mahjeiux, nei panni del "nano" (interpretazione che gli varrà il David di Donatello) imbalsamatore che presta la propria opera alla malavita per traffici illeciti; Valerio Foglia Manzillo, nei panni di Valerio, il ragazzo ambito da Peppino al quale quest'ultimo offre la possibilità di guadagni facili assumendolo come aiutante, ed Elisabetta Ronchetti nelle vesti di Deborah, fidanzata con Valerio. Prima di incontrare Deborah, che segnerà una frattura nell'amicizia tra i due, Valerio considera Peppino un mentore e gli è riconoscente dal momento che lo introduce nel mondo delle donne e della bella vita, certo allo scopo di ammirarne la bellezza e tentare di ottenere dal ragazzo delle attenzioni maggiori di quelle che si riservano ad un amico. Ma quando Valerio incontra Deborah e ne fa l'amore della sua vita, la rabbia di Peppino consumerà qualsiasi possibilità di amicizia con Valerio e il film si chiude in maniera tragica con la morte di Peppino. Garrone è non solo regista, ma pure operatore di ripresa dei suoi film, e per questo lavoro in particolare ogni avvicinamento e spostamento di campo e la scelta spesso claustrofobica del taglio fotografico fanno ben comprendere che il suo intento è quello di colpire allo stomaco lo spettatore. Ci riesce.

La scelta delle location di Castel Volturno – in particolare Parco Saraceno e Fontana Bleu – per quanto riguarda L’imbalsamatore sarebbe stata aiutata da Vincenzo Puocci, piccolo imprenditore edile locale che fra poi vi interpretò il ruolo di un malavitoso scagnozzo del boss. Puocci raccontò: "E’ stata una pura coincidenza: mi recai con degli amici di Castel Volturno in una pizzeria di Terracina e trovammo posto proprio di fianco al tavolo dove sedevano Matteo Garrone e il suo sceneggiatore, Paolo Bonfini. Stavano pianificando la fase preliminare del film. Facemmo immediatamente amicizia. Mi spiegarono del loro progetto e mi chiesero se conoscessi un luogo adatto per girare un film noir. Risposi senza esitare che lo avevano trovato, che non c'era location più adatta che casa mia, al Parco Saraceno. Ci salutammo, ci scambiammo i numeri di telefono e due giorni Matteo mi chiamò dicendomi che si trovava a Castel Volturno e se lo potevo accompagnare in giro per il territorio. Fu immediatamente colpito dal posto. Garrone decise quel giorno stesso che L'imbalsamatore lo avrebbe girato qui". La casa di Puocci divenne una delle location, precisamente la casa dell'imbalsamatore.

Anche una parte di Gomorra (2008), film sempre di Matteo Garrone tratto dall'omonimo libro di Roberto Saviano, è ambientata a Castel Volturno e nella zona litoranea domizia: la storia, tra le diverse che compongono il film, è quella dei due giovani e ambiziosi delinquenti Marco e Ciro, interpretati da Marco Macor e Ciro Petrone, che vorrebbero tradurre sul piano della realtà il mito cinematografico di Scarface (soprannome del famoso gangster italo-americano Al Capone, appunto soprannominato Scarface per via di una cicatrice) ma finiscono ammazzati in una desolata spiaggia. (Qui il trailer:

Gomorra ottenne straordinario successo di pubblico, incassando decine di milioni di dollari, fra Italia ed estero. Del resto anche il libro da cui è tratto è un grande successo internazionale. Il consenso ottenuto da Gomorraè anche merito della scenografia e delle veritiere location utilizzate. Per esempio, nel film si vedono i due protagonisti in mutande esercitarsi a sparare con i mitra su una spiaggia desolata e squallida. Ma mica si tratta di una spiaggia resa così per esigenze di copione: era già così, un panorama lunare sporco, paludoso, con tanto di rifiuti, chiazze di cemento e di travi in ferro abbandonate e arrugginite. E' tutto drammaticamente naturale, e così è rimasto una volta finite le riprese. Lì sorgevano le già citate otto torri simbolo dell'aggressione edilizia alla costa, poi demolite d'imperio. Lì si voleva costruire, al loro posto, un avveniristico e costosissimo porto turistico, creatura sempre dei Coppola. Fatto sta che il comune di Castel Volturno nel 2012 venne messo in liquidazione e commissariato dal Consiglio dei ministri per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Insomma, quel che si vede in Gomorra, inclusi il degrado ambientale e la camorra, è del tutto vero: il condominio ghetto detto Parco Saraceno dove viveva il boss in Gomorra, è veramente così, dove quasi tutti gli inquilini sono abusivi e non pagano nulla, neppure l'energia elettrica e l’acqua; l'ex Hotel Boomerang, nel film luogo abbandonato e fatiscente popolato di tossicodipendenti che si drogano e spacciano, è proprio così nella realtà, tanto che una cinquantina di questi poveri reietti in Gomorra fecero da comparse.

Al Villaggio Coppola Pinetamare – ma anche a Napoli, Torre del Greco, Torre Annunziata, Portici, Ercolano e Castellammare di Stabia – fu girato Fortapàsc (2009), bel film di Marco Risi ma di scarso successo al botteghino. Tratta della vera storia del giornalista Giancarlo Siani, interpretato da Libero De Rienzo. Tra gli altri interpreti Michele Riondino, Ennio Fantastichini, Ernesto Mahieux, Daniele Pecci, Valentina Lodovini, Gianfranco Gallo, Massimiliano Gallo. Siani, coraggioso cronista che con i suoi articoli dava fastidio a camorristi e politici corrotti, fu assassinato a Napoli nel 1985 dalla malavita organizzata. Pochi giorni prima dell'inizio delle riprese morì Dino Risi (di morte naturale, meglio chiarire, visto il tema...), grande regista padre di Marco, e poche settimane dopo il termine del film fu assassinato dalla camorra un garagista di Castellammare di Stabia che aveva riparato alcune auto utilizzate durante le riprese. Pare per essersi opposto agli uomini del racket. Sempre a Castel Volturno furono girate alcune scene di Tatanka (2011) di Giuseppe Gagliardi, tratto da un racconto di Roberto Saviano e che verte sulla storia di Rosario e Michele, amici d'infanzia di Marcianise le cui vite da adulti prendono strade diverse, il primo diventa camorrista, il secondo un pugile. Quest'ultimo è interpretato dal pugile nonché poliziotto Clemente Russo, al suo esordio come attore cinematografico. Il titolo del film indica proprio Russo, difatti è soprannominato Tatanka per la potente tecnica di combattimento ("tatanka" in lingua sioux significa bisonte).

A chiudere il ciclo della "camorra in costa domizia" ecco Là-bas-Educazione criminale, film del 2011, regia di Guido Lombardi. La storia di Là-bas (letteralmente "laggiù") si apre con il giovane africano Yassouf, interpretato da Yssouf Abdou Karer, il quale desidera raggiungere il proprio zio che ha fatto fortuna in Italia. Una volta arrivato a destinazione scopre che gli introiti dello zio derivano da traffici illeciti che questi conduce a Castel Volturno. Il giovane si trova dunque al centro della guerra che vede coinvolti clan camorristici italiani contro quelli extracomunitari per il controllo del mercato della droga. Sebbene il soggetto di Guido Lombardi sia stato scritto nel 2006, appena due anni dopo doveva divenire una triste vicenda di cronaca dal momento che il 18 settembre del 2008 sei senegalesi vennero massacrati dal clan dei casalesi proprio a Castel Volturno. Là-bas-Educazione criminale è girato in lingua inglese e francese. Gaetano Di Vaio, produttore del film, ci tenne a sottolineare: "Abbiamo girato tutto nei luoghi veri, a Castel Volturno, e coinvolgendo gli immigrati, facendo loro provini da attori ma utilizzandoli nel modo più naturale possibile". Guido Lombardi vinse per quest'opera il David di Donatello nel 2012 come Miglior Regista Esordiente.

Locandine dei film girati in questa location

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