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Deserto rosso e la Spiaggia Rosa

Il Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, in Sardegna, è interamente rientrante nel territorio del comune di La Maddalena e comprende isole note quali La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Budelli, Santa Maria, Razzoli, Spargi, ed altre più piccole molte delle quali disabitate. Il parco, che ha festeggiato quest'anno i suoi venti anni di vita, ha contribuito a una vera e propria trasformazione che ha consentito di preservare aree di pregio e di bellezza uniche. I detrattori e quanti speravano di speculare in un'area magnifica hanno cercato per anni di attribuire alla nascita del parco le difficoltà economiche del territorio derivate invece dalla scarsa pianificazione e programmazione, in particolare dopo la fine della imponente presenza della Marina e  la chiusura della base degli Stati Uniti. Il parco ha invece cercato di portare all’Arcipelago un turismo più attento, la conservazione della natura, lo sviluppo di nuovi lavori green e tanto altro.

I cambiamenti e le trasformazioni hanno visto anche nuove aperture, basti pensare al Museo di Garibaldi sull'Isola di Caprera costruito in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, una risorsa preziosa per un turismo anche fuori dalla stagione estiva e che attende una più adeguata valorizzazione. L'Arcipelago dispone, quindi, non solo di un'incantevole e unica biodiversità ecologica ma anche di una storia lunga e interessante che incuriosisce molti turisti attratti dalle imprese dell'Eroe dei due Mondi che proprio li, in un'oasi nel Mare Nostrum, decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella pace e nella prorompente bellezza di una natura incontaminata dove l’ispirazione lo portò a essere anche agricoltore innovatore e biologico.

Il mare è splendido e le spiagge ricordano la Polinesia. Anzi, sono state usate proprio al posto di quelle dell'Oceano Pacifico. Difatti, sull'isola di Santo Stefano, furono girate alcune scene di Noir Ocean (2010), film diretto da Marion Hansel che racconta dell'equipaggio di una nave della Marina Militare francese con a bordo numerosi giovani ventenni, fra questi in particolare Massina, Moriaty e Da Maggio. E' il 1972 e la nave si sta dirigendo all'Atollo di Mururoa, dove si faranno degli esperimenti facendo esplodere degli ordigni atomici. Parte della Polinesia che si vede nel film in realtà è la Sardegna ed in particolare la base della Marina Militare Italiana della NATO, situata nella parte orientale dell'isola di Santo Stefano che fino al 2008 ospitò anche un presidio statunitense di appoggio per sommergibili a propulsione nucleare. Intuibili le notevoli difficoltà affrontate dalla Film Commission Sardegna per ottenere i permessi per le riprese nella base. (Vedi qui:

Invece l'isola di Budelli e in particolare la Spiaggia Rosa – dal colore della sua sabbia – fu location di alcune scene de Il deserto rosso (1964), diretto da Michelangelo Antonioni con protagonisti Monica Vitti e Richard Harris. Primo film a colori del noto regista, fu premiato con il Leone d'Oro (Migliore film) alla Mostra del Cinema di Venezia, con il Nastro d'Argento (Migliore fotografia a Carlo Di Palma) e il Kansas City Film Critics Circle Awards (Migliore film straniero). Il deserto rosso ebbe due risultati similari ma contrastanti: far conoscere la meravigliosa Spiaggia Rosa a livello internazionale, fra le persone rispettose dell'ambiente; e farla purtroppo conoscere anche a tanti turisti incivili che fino al 1998 la saccheggiarono portandosi via secchiate intere di sabbia e che approdando con le imbarcazioni danneggiavano il fondale e la sottostante prateria di posidonia con le loro ancore. Per fortuna poi è arrivata la tutela del Parco, pur con tutti i limiti esistenti. (Vedi qui uno spezzone:

Ancora oggi l'isola di Budelli è stata oggetto di una disputa ma stavolta dalla trama così intricata da poter essere un potenziale subject di una fiction. Un magnate neozelandese, infatti, per appena 3 milioni di euro, si era aggiudicato ad un'asta fallimentare questo paradiso con inclusa una costruzione da anni occupata da un custode. Una grande mobilitazione civica con una petizione firmata da oltre 100.000 italiani ha provocato lo schieramento di tante associazioni e personalità a favore dell'acquisto da parte del parco nazionale per conto dello Stato ma ecco che, come in ogni fiction, arriva il colpo di scena. Dopo un voto unanime al Senato per #Budellibenecomune si sviluppa un'azione pro-magnate con realtà locali sarde e perfino alcuni ambientalisti che ottengono la revoca della decisione nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. Il magnate si descrive come filantropo ma altri sono scettici sulla necessità per un benefattore di avere la proprietà privata di un bene tanto unico. Scatta la rivolta sul web e il presidente della Commissione Bilancio della Camera viene sommerso da un tweet bombing e si schiera per la proprietà pubblica dell'isola-gioiello.

Budelli, la Spiaggia Rosa.

La norma è legge con la legge di stabilità di fine dicembre 2013 e finalmente il parco nazionale può acquistare il bene; ma è corsa contro il tempo perché mancano ormai pochissimi giorni alla scadenza dell'8 gennaio 2014 entro la quale esercitare il diritto di prelazione. Ci riesce! Ma il magnate inizia una serie di ricorsi al giudice fallimentare, al TAR e al Consiglio di Stato. Non era un filantropo? Come mai tanto accanimento? Finalmente proprio ad ottobre 2014 il TAR rigetta le pretese del neozelandese. La fiction continuerà? Spererei  proprio di no perché  il parco, che intanto ha messo in bilancio i fondi per la tutela di Budelli, dovrebbe poter  operare in piena serenità. Invece è annunciato un ennesimo ricorso al Consiglio di Stato che giuridicamente sembra assolutamente infondato e quindi non vorrei che, come è accaduto a Genova, una serie di ricorsi strumentali finisca per bloccare quelle attività di tutela necessarie per un bene tanto delicato o che, per aumentare l'effetto fiction, si stia addirittura lavorando sottobanco per imporre al Parco una linea meno rigorosa nell'esercitare quel diritto-dovere della prelazione sull'isola della spiaggia rosa ribadito anche in un autorevole parere di un procuratore generale emerito della Corte dei Conti.

La Maddalena ha già subito l'insulto del mancato G8... opere faraoniche, bonifiche dei fondali promesse e mai realizzate, scandali e inchieste, altro materiale per un film-inchiesta insomma, e proprio non merita altri boicottaggi. Speriamo che il prossimo film sia positivo e mostri i fondali meravigliosi di questo Arcipelago che è una perla del Mediterraneo e motivo di vanto per l'Italia dei parchi e della natura che ha il primato in Europa per la biodiversità animale e vegetale.

(Per gentile concessione di Carlo Puligheddu, La Maddalena Diving ASD)

 

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